di Mario Tosetti
L’aviazione israeliana ha bombardato Sana’a in risposta al lancio di droni e missili Houthi. Secondo il movimento yemenita, il bilancio è di 35 vittime e 131 feriti. Attacchi anche a Doha contro Hamas durante i negoziati di pace

L’esercito israeliano (Idf) ha lanciato un raid aereo sulla capitale yemenita Sana’a, in risposta al recente attacco di droni e missili Houthi che aveva preso di mira anche l’aeroporto Ramon, vicino a Eilat. L’azione ha provocato la sospensione temporanea dei voli all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha confermato l’operazione, definendola un «duro colpo inflitto al terrorismo Houthi». Secondo la sua dichiarazione, le Forze di Difesa Israeliane hanno preso di mira campi militari, centri operativi e strutture di propaganda del gruppo yemenita.
Il bilancio secondo gli Houthi
Il movimento ribelle ha denunciato un alto numero di vittime. Anees Alasbahi, portavoce del ministero della salute controllato dagli Houthi, ha parlato di 35 morti e 131 feriti. I soccorritori sarebbero ancora al lavoro tra le macerie nelle zone colpite, in particolare nei governatorati di Sana’a e Al-Jawf.
Alasbahi ha accusato Israele di aver commesso «un crimine contro i civili», anticipando che il numero delle vittime potrebbe aumentare con il proseguire delle operazioni di ricerca.
Obiettivi militari e propaganda sotto attacco
L’Idf ha spiegato che tra i target figurava il quartier generale delle relazioni pubbliche militari degli Houthi, ritenuto responsabile della produzione e diffusione di contenuti di propaganda. L’esercito israeliano ha ribadito che il gruppo yemenita agisce con il sostegno dell’Iran e sfrutta il controllo di rotte strategiche nel Mar Rosso per condurre attacchi contro il commercio internazionale.
Attacco a Doha: colpita una delegazione di Hamas
L’operazione in Yemen è arrivata a meno di 24 ore da un altro raid israeliano, questa volta a Doha, in Qatar. L’Idf ha colpito una delegazione di Hamas impegnata nei negoziati sul conflitto di Gaza, causando la morte di Khalil al-Hayya, considerato uno dei principali leader del gruppo.
Il presidente israeliano Isaac Herzog, in visita ufficiale nel Regno Unito, ha rivendicato l’azione sottolineando che al-Hayya «bloccava l’accordo sul cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi». Herzog lo ha definito «il numero uno di Hamas» e ha ricordato il suo coinvolgimento in numerosi attacchi contro civili israeliani.
Scenario regionale sempre più teso
La combinazione dei raid in Yemen e Qatar evidenzia l’intensificarsi della strategia israeliana volta a colpire i nemici anche al di fuori dei confini tradizionali del conflitto. Nelle prossime ore Herzog incontrerà il premier britannico Keir Starmer per discutere della crisi di Gaza e della sicurezza in Medio Oriente, mentre la tensione nella regione resta ai massimi livelli.
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