di Carlo Longo
Stellantis lancia un appello all’UE: i target di decarbonizzazione al 2030 e 2035 non sono sostenibili. Dal Salone di Monaco a Roma, il gruppo chiede nuove regole e più flessibilità per il mercato auto
Il colosso automobilistico Stellantis ha alzato i toni sul tema della transizione ecologica del settore auto. Alla vigilia del vertice di Bruxelles del 12 settembre, dedicato al futuro delle politiche di decarbonizzazione e al passaggio al full electric dal 2035, il gruppo ha lanciato un avvertimento: continuare su questa strada senza correttivi rischia di compromettere mercato e industria.
Jean-Philippe Imparato, responsabile per l’Europa, ha parlato dal Salone di Monaco con toni diretti: “Gli obiettivi fissati dall’UE non sono raggiungibili se non vogliamo distruggere il settore e i bilanci dei costruttori”.
Il nodo dei costi e il caso dei veicoli commerciali
Il dirigente ha evidenziato criticità soprattutto per il comparto dei veicoli commerciali leggeri. Con le regole attuali, ha spiegato, “nessuno comprerà un Ducato elettrico a più di 50 mila euro”. Da qui la proposta di rivedere i criteri di calcolo delle emissioni, introducendo meccanismi di media che rendano più sostenibile la transizione.
Altro punto critico riguarda le utilitarie: nel 2019 sul mercato erano presenti 49 modelli con un prezzo sotto i 15 mila euro, oggi ne resta soltanto uno. “Non possiamo continuare a spingere verso l’alto i listini, la gente non riesce più a comprare auto nuove”, ha sottolineato Imparato.
Roma, incontro tra governo e industria
Parallelamente, a Roma, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha incontrato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e il presidente dell’Anfia, Roberto Vavassori. Al centro del confronto, il rilancio della filiera nazionale, dagli stabilimenti di Melfi e Cassino a quelli di Mirafiori e Pomigliano d’Arco.
Dall’incontro è emersa la necessità di agire con urgenza: “Chiederemo con forza alla Commissione europea di trasformare subito il dialogo strategico in azioni concrete”, hanno dichiarato congiuntamente i tre rappresentanti.
La revisione del piano Dare Forward
Un altro passaggio importante riguarda la strategia interna del gruppo. L’ex obiettivo fissato da Carlos Tavares – elettrificazione totale entro il 2030 – non è più realistico. “Il piano Dare Forward rimane valido nei suoi principi, ma va aggiornato. Non possiamo pensare a un’elettrificazione al 100% in tempi così stretti”, ha spiegato Imparato, sottolineando la volontà di puntare anche sul full hybrid.
Con il nuovo ad, Antonio Filosa, Stellantis sta ridefinendo la visione a medio e lungo termine: “Abbiamo bisogno di un progetto chiaro per i prossimi 5-10 anni”, ha ribadito Imparato.
Verso una nuova fase per l’automotive europeo
La posizione di Stellantis si inserisce in un momento critico per il mercato auto europeo, che non ha ancora recuperato i livelli pre-pandemia. In Italia, agosto ha registrato un ulteriore calo delle immatricolazioni, con l’avanzata dei marchi cinesi al 6%.
In questo contesto, la richiesta del gruppo italo-francese è chiara: regole più flessibili e una transizione che tenga conto non solo della sostenibilità ambientale, ma anche della sostenibilità economica e sociale del settore.
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