di Martina Esposito
Con un decreto-legge cambia l’orale della maturità, il numero dei commissari e il metodo di valutazione. Bocciato chi farà “scena muta”
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto-legge che modifica in modo significativo l’esame di maturità. Le novità principali riguardano la prova orale e le regole di valutazione, con l’obiettivo dichiarato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara di rendere il percorso “più serio e aderente alla preparazione effettiva degli studenti”.
Le novità sul colloquio e sulle commissioni
Secondo il decreto, il colloquio orale non abbraccerà più tutte le materie studiate ma si concentrerà su quattro discipline principali, scelte annualmente con decreto ministeriale a seconda dell’indirizzo scolastico. Cambia anche la composizione della commissione: da sette membri si passerà a cinque, con due docenti interni, due esterni e il presidente. Tutti riceveranno una formazione specifica in vista dell’esame.
Sparisce inoltre il documento iniziale — una foto, un testo o altro materiale — che negli ultimi anni serviva per avviare l’orale. Al suo posto, il colloquio sarà centrato sulle materie di indirizzo ma anche su una valutazione complessiva dello studente, che includerà il grado di autonomia e responsabilità maturato negli anni. Verranno considerati anche percorsi extrascolastici legati alla formazione, come attività sportive e culturali.
I PCTO, i percorsi di alternanza scuola-lavoro, cambiano nome e diventano “formazione scuola-lavoro”, mantenendo un peso specifico nel calcolo del voto finale. Inoltre, per chi si presenterà all’esame con il 6 in condotta, l’elaborato di educazione civica avrà valore determinante nella valutazione conclusiva.
La stretta sulla “scena muta”
Una delle modifiche più discusse riguarda la cosiddetta “scena muta”. In passato, alcuni studenti avevano scelto di restare in silenzio durante il colloquio, convinti che i crediti accumulati fossero sufficienti per superare comunque l’esame.
Il decreto interviene direttamente su questa prassi: se un candidato non sostiene l’orale, scegliendo deliberatamente di non rispondere, sarà considerato bocciato a prescindere dai punteggi ottenuti nelle altre prove. “Chi farà scena muta sarà bocciato”, ha ribadito il ministro Valditara, sottolineando che l’esame dovrà essere completato in tutte le sue parti per avere validità.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Maturità, arriva la riforma: nuovo colloquio orale e regole più severe per chi resta in silenzio proviene da Associated Medias.

