di Redazione

Nella sua lunga carriera è stato alla guida del TG1 e, per molti anni, del TG4.Il suo nome resterà legato ad alcuni dei momenti più iconici della tv italian

Si è spento oggi a Segrate, all’età di 94 anni, Emilio Fede. Giornalista, conduttore è stato uno dei volti più noti e controversi della televisione italiana, capace di attraversare interi decenni di informazione e costume, dai tempi del bianco e nero fino all’era berlusconiana. Le sue condizioni di salute si erano aggravate negli ultimi giorni, durante il ricovero alla Residenza San Felice. A darne notizia sono state le figlie, Simona e Sveva.

Il suo nome resterà legato ad alcuni dei momenti più iconici della tv italiana. Direttore del Tg1 tra gli anni Settanta e Ottanta, fu protagonista della prima edizione a colori del telegiornale, il 28 febbraio 1977, e della storica maratona in diretta sull’incidente del piccolo Alfredo Rampi a Vermicino nel 1981, che segnò una svolta nell’informazione televisiva.

Ma è con il passaggio a Fininvest – oggi Mediaset – che la carriera di Fede prende un nuovo cammino. Nel 1989 diventa direttore di Videonews, poi di Studio Aperto e infine del TG4, ruolo che ricoprirà per vent’anni, fino al 2012. Ed è proprio nella redazione del neonato Studio Aperto che arriva uno dei suoi momenti più memorabili. Era il 16 gennaio 1991. Mentre gran parte delle redazioni italiane erano ancora al lavoro per verificare le notizie, Fede irrompe in diretta con un’esclamazione destinata a restare nella storia:“Hanno attaccato, hanno attaccato!” È l’inizio dell’operazione “Desert Storm”. Gli Stati Uniti e i loro alleati danno il via ai bombardamenti su Baghdad, aprendo il primo conflitto del Golfo contro l’Iraq di Saddam Hussein. L’annuncio in diretta rappresentò uno scoop clamoroso. Fede aveva anticipato tutti.

“Fu un momento di grande emozione ma anche di grande paura per una guerra che avremmo pagato cara, una guerra infinita”, raccontò in un’intervista. “Sapevo che scadeva l’ultimatum e con Silvia Kramar, collega bravissima, ci siamo messi in ascolto e abbiamo catturato il momento del bombardamento prima degli altri colleghi”. Pochi mesi dopo, un altro colpo giornalistico: Fede è il primo a dare in diretta la notizia della cattura dei due piloti italiani Bellini e Cocciolone, abbattuti durante un’operazione militare. Anche in quell’occasione, la velocità con cui diede la notizia lo consacrò come uno dei protagonisti della TV dell’epoca.La carriera di Emilio Fede è stata una doppia vita professionale. Da una parte, il giornalista di razza della RAI, cresciuto nella “palestra” del TV7 di Sergio Zavoli, inviato di guerra in Africa, testimone delle mine in Angola esplose a pochi passi da lui, autore di inchieste e reportage. Dall’altra, il volto dell’informazione privata, fedele interprete della linea editoriale berlusconiana, tra successi e polemiche.Negli ultimi anni, il suo nome è tornato spesso sulle cronache, più per le sue vicende giudiziarie e le frequentazioni nel cosiddetto “cerchio magico” di Arcore, che per la sua attività giornalistica. Ma al netto delle ombre, resta il ricordo di un professionista capace di segnare, nel bene e nel male, un’epoca dell’informazione italiana.

L’articolo Addio a Emilio Fede, volto noto del giornalismo italiano proviene da Associated Medias.