di Martina Esposito
Con l’opera “Sumud” la street artist supporta la missione di emergenza a Gaza. Presenti sulle navi anche poster con altre sue opere famose
Navigano verso Gaza con un’opera della street artist Laika le navi della Global Sumud Flotilla partite da Barcellona. Dipinta sulla fiancata c’è infatti una donna palestinese che, con il dito puntato in avanti, indica con decisione la rotta, mentre alle sue spalle è presente una scia con i colori della bandiera palestinese. L’opera, intitolata Sumud, arriverà sulle coste di Gaza insieme agli attivisti pronti a portare assistenza umanitaria.
Laika: «Un onore dare colore alle navi»
«Qualcuno ha detto che la Global Sumud Flottilla è un fallimento e non sarebbe dovuta esistere: è vero. Non doveva esserci questo terribile genocidio, né questa marea di persone che mi emoziona e mi toglie il fiato per la loro forza nel resistere, mettendosi in pericolo. Ho voluto lasciare una traccia, un messaggio nel posto giusto», ha affermato Laika. «È stato un immenso onore dare colore alle navi di donne e uomini coraggiosi che, attraverso un’azione senza precedenti, cercano di rompere l’assedio della Striscia di Gaza: una terra martoriata, dove ormai ci sono più bombe che bambini», ha aggiunto. E il titolo dell’opera, oltre a richiamare il nome della missione, non è casuale, perché “Sumud” in arabo significa “resistenza, fermezza, perseveranza”. Parole in linea con la lotta per la sopravvivenza del popolo palestinese.
«Israele e il suo governo, con la complicità dei governi occidentali, vogliono cancellare ogni traccia di questo popolo; a Gaza con una “soluzione finale” che richiama le pagine più buie della storia europea, e in Cisgiordania con gli attacchi dei coloni e gli espropri di terre. Non possiamo permetterlo. Questa spedizione è lo specchio di un mondo che si ribella e scende in piazza contro la barbarie. Il messaggio è chiaro: bisogna scegliere da che parte stare. La scia che lascia la donna palestinese rappresenta tutti noi: una marea di umanità che non si fermerà finché il popolo palestinese non avrà pace e uno Stato», ha dichiarato.
Anche altri lavori a sostegno di Gaza
Accanto all’opera principale, la street artist ha arricchito la flotta con alcuni dei suoi poster più celebri a sostegno della causa palestinese: Liberazione (una donna partigiana che prende per mano una palestinese), Ni una menos e Justice 4 Awdah, dedicato all’attivista palestinese ucciso a Masafer Yatta da un colono israeliano. In quest’ottica, l’artista ha concluso con un appello: «Agli attivisti della Global Sumud auguro buon vento, sperando che le mie opere possano accompagnarvi in questo viaggio difficile. Ai governi che ci rappresentano chiedo: farete ancora finta di nulla? Continuerete a stringere accordi e a vendere armi a un Paese responsabile di crimini di guerra e contro l’umanità? La fine di Gaza sarà anche la fine dell’Europa democratica. La storia ci presenterà il conto».
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