di Redazione
Italia vicina all’uscita dalla procedura Ue, ma Francia in bilico. E sul fronte globale, la presidente Bce avverte: “Un controllo politico sulla Fed sarebbe un pericolo mondiale”.

L’Italia sta per uscire dalla procedura per deficit eccessivo. La Francia, invece, rischia una tempesta perfetta tra instabilità politica e tensioni finanziarie. Lo scenario lo tratteggia Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, in una lunga intervista concessa a Radio Classique, in cui parla chiaro: serve disciplina sui conti pubblici, e per tutti i Paesi dell’eurozona è fondamentale tenere il debito sotto controllo.
“L’Italia sta facendo sforzi molto seri – ha detto Lagarde – Con un deficit vicino al 3%, potrebbe presto uscire dal ‘regolamento di co-proprietà’, ossia dalla procedura di infrazione europea”. Più complicata la posizione francese: il possibile crollo del governo Bayrou e la richiesta di 43 miliardi di euro in tagli agitano i mercati e hanno già fatto impennare lo spread francese. “Ogni rischio politico nella zona euro è motivo di preoccupazione – ha sottolineato –. Negli ultimi sei anni ho visto quanto questi fattori possano influenzare l’economia e la percezione del rischio da parte dei mercati”.Lagarde ha comunque rassicurato sullo stato del sistema bancario francese, definendolo “ben capitalizzato, ben supervisionato e solido, molto più rispetto alla grande crisi finanziaria del passato”.
Il messaggio di fondo, però, è rivolto a tutti: niente margini per bilanci fuori controllo. “Serve un orientamento di lungo termine che porti il debito pubblico a stabilizzarsi e poi a scendere – ha ribadito –. La sostenibilità del debito è essenziale per la credibilità e la capacità di finanziare lo Stato e le amministrazioni locali”. Non solo Europa.
Quanto allo scenario statunitense, Lagarde non ha nascosto la sua preoccupazione: “Se Trump dovesse prendere il controllo della politica monetaria, sarebbe un pericolo molto serio per l’economia degli Stati Uniti e per il mondo intero”. Pur riconoscendo che sarebbe «molto difficile» da realizzare – viste le tutele costituzionali che proteggono l’indipendenza della Federal Reserve – Lagarde ha lanciato un segnale d’allarme: “Se la politica monetaria dipendesse dai diktat politici, ne pagherebbero tutti le conseguenze”.
Un avvertimento trasversale, che parte dalle capitali europee per arrivare fino a Washington: la stabilità economica si costruisce con rigore, credibilità e istituzioni indipendenti.
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