di Corinna Pindaro
A Venezia Jude Law interpreta Vladimir Putin nel film di Olivier Assayas Le Mage du Kremlin. L’attore racconta sfide e scelte del ruolo
La quinta giornata della Mostra del Cinema di Venezia si apre con un programma ricco e variegato. Sul red carpet e in Concorso spicca Olivier Assayas con Le Mage du Kremlin, film che ripercorre ascesa e potere del presidente russo, interpretato da un attore britannico. A dividere la scena con lui c’è Jim Jarmusch, che porta in Concorso la sua nuova opera, Father Mother Sister Brother, dedicata ai rapporti complessi e universali tra genitori e figli.
I film Fuori Concorso
Fuori Concorso, la regista argentina Lucrecia Martel presenta il documentario Nuestra Tierra, mentre Pierfrancesco Favino è protagonista de Il Maestro. «Voglio raccontare che si può vivere senza l’ossessione di dover essere sempre i numeri uno», ha dichiarato l’attore, spiegando il senso più intimo della sua interpretazione.
Jarmusch e il ritorno alla poesia del silenzio
La nuova pellicola di Jim Jarmusch segna il ritorno del regista americano a uno stile poetico e radicale, fatto di silenzi, simboli e misteri. Father Mother Sister Brother si sviluppa in tre episodi ambientati tra New Jersey, Dublino e Parigi.
Nel cast figurano interpreti d’eccezione: Adam Driver, Charlotte Rampling, Cate Blanchett, Vicky Krieps, Indya Moore e Luka Sabbat. I personaggi, sospesi tra ricordi frammentati e gesti enigmatici, attraversano scene surreali: orologi falsi, skater al rallentatore, brindisi impossibili. Un tempo indefinibile scorre e si trasforma, senza mai svelare completamente il suo significato.
Jude Law al Lido con il volto di Putin
Tra i protagonisti della Mostra del Cinema di Venezia 82, Jude Law arriva in Concorso con un ruolo sorprendente: quello di Vladimir Putin. L’attore britannico è al centro di Le Mage du Kremlin, la nuova pellicola di Olivier Assayas, che affronta la figura del leader russo all’interno di una trama più ampia, senza scivolare nella polemica diretta.
Interpellato dai giornalisti, Law ha chiarito di non essersi mai soffermato sull’idea di possibili conseguenze per aver interpretato un personaggio così controverso: «Non ho certo pensato a ripercussioni, mi sono affidato alla visione di Olivier per raccontare un uomo inserito in una storia molto più grande».
L’aspetto più complesso per l’attore è stato restituire il contrasto tra il volto pubblico di Putin e la sua dimensione interiore: «La difficoltà maggiore – ha spiegato – è stata rappresentare quell’immagine impenetrabile che non lascia trasparire nulla, mostrando però al tempo stesso emozioni profonde. Ho dovuto lavorare molto su una recitazione intima e interiore».
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