di Emilia Morelli
Xi Jinping e Narendra Modi si incontrano a Tianjin dopo sette anni: Cina e India aprono a un riavvicinamento strategico nel quadro del vertice SCO
Il presidente cinese Xi Jinping e il premier indiano Narendra Modi si sono incontrati oggi a Tianjin, segnando la prima occasione di dialogo diretto dopo oltre sette anni. Xi ha definito “la scelta giusta” l’avvicinamento tra Pechino e Nuova Delhi, sottolineando come un rapporto di amicizia tra i due Paesi più popolosi al mondo sia fondamentale in questa fase geopolitica.
L’incontro è considerato una tappa chiave in un progressivo riavvicinamento tra le due potenze asiatiche, reso più urgente dalle tensioni condivise con gli Stati Uniti.
La cornice del vertice SCO
Il faccia a faccia tra Xi e Modi si è svolto a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ospitato nella città portuale cinese fino a lunedì. L’evento si svolge in un contesto delicato: sia Cina che India devono affrontare l’impatto dei dazi imposti dagli Stati Uniti nell’ambito delle dispute commerciali, oltre alle pressioni occidentali per i loro legami con la Russia, ancora impegnata nella guerra in Ucraina.
Putin ospite d’onore in Cina
Tra i protagonisti del summit c’è anche Vladimir Putin, arrivato in Cina per una visita ufficiale di quattro giorni. Il presidente russo parteciperà non solo ai lavori del vertice, ma anche alla grande parata militare del 3 settembre a Pechino, in occasione dell’80° anniversario della vittoria nella Seconda guerra mondiale.
Secondo il Cremlino, si tratta di un viaggio eccezionalmente lungo per Putin, segnale del valore strategico attribuito alle relazioni con la Cina. Durante i colloqui inaugurali, Putin e Xi hanno discusso delle recenti interazioni con Washington, definite “approfondite e fruttuose” dal consigliere presidenziale Yury Ushakov.
Agende parallele e incontri bilaterali
Oltre ai colloqui con Xi, il presidente russo avrà numerosi incontri bilaterali, tra cui quelli con il premier indiano Narendra Modi e con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. È inoltre in fase di definizione un possibile faccia a faccia a Pechino con il leader nordcoreano Kim Jong-un, segnale della crescente centralità del vertice SCO nella diplomazia asiatica.
Cos’è la SCO e perché conta
Fondata nel 2001, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai è un’alleanza regionale che nel corso degli anni ha ampliato la propria influenza pur mantenendo, secondo molti analisti, obiettivi e programmi non sempre chiari. Oggi il gruppo conta dieci membri: Cina, Russia, India, Iran, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan e Uzbekistan.
Nata come contrappeso all’influenza americana in Asia centrale, la SCO ha visto crescere il suo peso con l’ingresso di India e Pakistan nel 2017, dell’Iran nel 2023 e della Bielorussia nel 2024. La Cina, motore economico del blocco, ne guida l’agenda, mentre la Russia la utilizza per mantenere legami stretti con le ex repubbliche sovietiche dell’area.
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