di Carlo Longo

La Global Sumud Flotilla parte da Barcellona verso Gaza con 300 attivisti, tra cui Greta Thunberg e Ada Colau, per aprire un corridoio umanitario

Global Sumud FlotillaLe imbarcazioni della Global Sumud Flotilla hanno lasciato oggi il porto di Barcellona con destinazione Gaza. A bordo viaggiano circa 300 attivisti internazionali, tra cui la giovane ambientalista Greta Thunberg e l’ex sindaca della città catalana, Ada Colau. Migliaia di persone – circa 5.000 – si sono radunate al Moll de la Fusta per salutare la missione, che mira a rompere il blocco israeliano via mare e a creare un corridoio umanitario per portare aiuti alla popolazione della Striscia.

Le parole di Greta Thunberg

Prima della partenza, Greta Thunberg ha ribadito la necessità di un’azione concreta di fronte all’inerzia internazionale. «Quando i governi restano in silenzio e tradiscono il popolo palestinese, dobbiamo mobilitarci», ha dichiarato, sottolineando che non esistono alternative di fronte a quella che ha definito una situazione di genocidio e apartheid.

Il rifiuto di un cessate il fuoco parziale

Sul fronte politico, da Israele arriva un chiaro segnale di chiusura. Il ministro della Cultura e dello Sport, Miki Zohar, ha dichiarato che un cessate il fuoco temporaneo per agevolare il rilascio degli ostaggi «non è previsto». Secondo il ministro, lo Stato ebraico intende perseguire esclusivamente un accordo complessivo e non parziale.
Le dichiarazioni arrivano due settimane dopo che Hamas aveva accettato, almeno nelle linee generali, una proposta araba di tregua di 60 giorni in cambio della liberazione di alcuni ostaggi. Tuttavia, il governo guidato da Benjamin Netanyahu non ha ancora fornito una risposta ufficiale, concentrandosi invece sull’offensiva militare su Gaza City.

Emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza

Mentre la diplomazia resta ferma, la crisi umanitaria peggiora. Nelle ultime ore, secondo quanto riportato da Al Jazeera, almeno 18 persone sono morte negli attacchi israeliani, 13 delle quali mentre aspettavano aiuti umanitari. A questi si aggiungono altre sette vittime per fame e malnutrizione.
Il numero totale dei decessi legati alla carestia ha raggiunto quota 339, inclusi 124 bambini. I dati diffusi dall’Unrwa rivelano che la malnutrizione infantile tra i minori di 5 anni è raddoppiata in pochi mesi, a causa delle restrizioni imposte dall’assedio israeliano sugli aiuti.

Ucciso il portavoce delle Brigate Qassam

Parallelamente, fonti palestinesi hanno confermato la morte di Abu Obeida, portavoce delle Brigate Qassam, il braccio armato di Hamas. L’uomo si trovava in una casa presa di mira da un raid israeliano, che ha provocato la morte di tutte le persone presenti nell’edificio. La notizia è stata ufficializzata dalla famiglia e dai leader di Qassam dopo il riconoscimento del corpo.

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