di Carlo Longo

Trump punta a un vertice con Putin e Zelensky per fermare la guerra in Ucraina. Ipotesi Budapest, ma emergono dubbi storici e resistenze europee
Con tono fiducioso ma prudente, Donald Trump ha fatto il punto sulle trattative in corso per fermare il conflitto in Ucraina. Dopo il faccia a faccia con Vladimir Putin e l’incontro con i leader europei, il presidente americano ha ammesso le difficoltà del negoziato: «Pensavo che questa guerra fosse la più facile da fermare tra tutte, e invece si sta rivelando molto complicata». Una distanza geografica e politica che, secondo lo stesso Trump, rende il processo di mediazione ancora più complesso: «C’è un oceano di mezzo», ha detto in un’intervista al Mark Levin Show.
L’asse con l’Europa e il piano sugli armamenti
Il leader statunitense punta a un accordo con i partner europei che preveda un pacchetto di investimenti militari a favore di Kiev. L’idea è che l’Ucraina possa acquistare sistemi d’arma americani grazie a finanziamenti europei, così da rafforzare la propria difesa contro le aggressioni russe. «L’Europa è in grado di proteggere l’Ucraina», ha ribadito Trump, pur non escludendo in futuro un coinvolgimento più diretto delle forze armate USA. Dal Cremlino è arrivata la replica dura del ministro degli Esteri Sergej Lavrov: «È inutile parlare di garanzie di sicurezza senza la Russia».
Putin sente Erdogan, la Nato si prepara
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto nelle ultime ore un colloquio telefonico con il leader turco Recep Tayyip Erdogan, confermando che i contatti diplomatici proseguono su più fronti. Parallelamente, la Nato ha convocato una riunione del Consiglio del Nord Atlantico per coordinare la strategia in vista delle prossime trattative.
Pressioni su Orban per l’adesione all’Ue
Fonti citate da Bloomberg rivelano che Trump avrebbe contattato anche Viktor Orbán, primo ministro ungherese, per chiedergli di non ostacolare il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. L’Ungheria, dal canto suo, si è detta disponibile a ospitare un eventuale incontro tra Putin e Zelensky a Budapest, ma Orbán ha ribadito la sua contrarietà a collegare l’ingresso di Kiev nell’Ue con garanzie di sicurezza militare.
Budapest sede del trilaterale? I dubbi di Varsavia
L’ipotesi di organizzare il summit nella capitale ungherese non ha convinto tutti. Il premier polacco Donald Tusk ha ricordato, con un pizzico di scetticismo, che proprio a Budapest fu firmato nel 1994 il Memorandum con cui Stati Uniti, Russia e Regno Unito garantivano l’integrità territoriale dell’Ucraina in cambio della rinuncia al suo arsenale nucleare. «Forse è superstizione, ma dopo i tradimenti subiti nel 2014 e nel 2022, eviterei di ripetere la storia nello stesso luogo», ha scritto su X.
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