di Carlo Longo
Elon Musk accantona l’idea di fondare l’American Party e sceglie di sostenere JD Vance, volto emergente della destra USA, in vista del 2028

Dopo settimane di voci, post sui social e attese decisioni, Elon Musk ha scelto di fermarsi. L’imprenditore di Tesla e SpaceX, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, avrebbe messo in pausa – e forse definitivamente abbandonato – l’iniziativa di dar vita a un nuovo partito politico chiamato American Party. Presentato come una possibile alternativa al sistema bipartitico statunitense, il progetto si è arenato non per un cambio di visione, ma per un calcolo strategico: evitare scontri diretti con i repubblicani e con il vicepresidente JD Vance, figura che Musk considera determinante per il futuro della destra americana.
Un’alleanza con JD Vance in vista del 2028
Fonti vicine all’imprenditore sostengono che Musk abbia intensificato negli ultimi mesi i contatti con Vance, costruendo un legame politico e personale che lo avrebbe spinto a non proseguire con il suo partito. La nascita di una terza forza, infatti, rischierebbe di sottrarre voti al Partito Repubblicano, indebolendo le possibilità di crescita dell’attuale vicepresidente. Musk, al contrario, sembra deciso a sostenere Vance e potrebbe persino finanziare la sua corsa alla presidenza nel 2028. Una strategia che ricalca quanto già avvenuto nel 2024, quando l’imprenditore aveva investito circa 300 milioni di dollari nella campagna di Donald Trump.
Il progetto “American Party” rimane un’idea incompiuta
L’annuncio dell’American Party era arrivato lo scorso giugno, quando Musk aveva chiesto su X ai propri follower se fosse il momento di lanciare una nuova forza politica “per rappresentare l’80% degli americani che stanno nel mezzo”. Nonostante il grande consenso online, l’iniziativa non ha mai fatto passi concreti. Non sono stati organizzati incontri con esperti né contatti con consulenti, e perfino una riunione programmata con un’agenzia specializzata in campagne di terzi partiti è stata cancellata. Musk, infatti, avrebbe deciso di concentrare le proprie energie sulle sue aziende, lasciando il progetto politico in sospeso. Anche se altri miliardari, tra cui Mark Cuban, avevano mostrato interesse, nessuna collaborazione si è mai concretizzata. Per ora, l’American Party resta quindi un’idea irrealizzata.
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