di Corinna Pindaro
Caos nel centrodestra per le regionali 2025: confermati Occhiuto in Calabria e Acquaroli nelle Marche, ma restano incertezze in Veneto e Campania, dove emerge il nome di Mara Carfagna
Il centrodestra si prepara alle elezioni regionali 2025 tra conferme, tensioni e indecisioni. Se in Calabria e nelle Marche i presidenti uscenti Roberto Occhiuto e Francesco Acquaroli correranno per un secondo mandato, nelle altre Regioni regna ancora incertezza. Veneto e Campania restano i casi più complessi: entro settembre i leader della coalizione analizzeranno i sondaggi per scegliere i candidati ufficiali.
Campania, l’ipotesi Carfagna divide la coalizione
In Campania le urne dovrebbero aprirsi a metà novembre e nella rosa dei nomi circola con insistenza quello di Mara Carfagna. L’ex ministra e attuale segretaria di Noi Moderati si era già detta disponibile, qualora le fosse stato chiesto. Il suo partito ha poi confermato chiaramente la candidatura: «Per noi la candidata è Carfagna», aveva dichiarato Maurizio Lupi.
Nei sondaggi interni, Carfagna compare accanto al viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli (FdI). Gli elettori di centrodestra, oltre a esprimersi sui nomi, hanno anche indicato preferenze sul profilo del candidato: la figura civica appare gradita a una parte consistente della base. Tra i nomi valutati ci sono l’avvocato Giosy Romano, commissario del Consorzio Asi di Napoli, e il rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito.
Calabria: Occhiuto cerca la riconferma, Tridico in campo per il centrosinistra
In Calabria, il voto si terrà il 5 e 6 ottobre e i giochi sono già più delineati. Roberto Occhiuto, presidente uscente, si ricandida nonostante l’indagine per corruzione che lo ha portato alle dimissioni.
Il centrosinistra, colto inizialmente di sorpresa, si prepara a puntare su Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps ed eurodeputato del M5S, che alle ultime Europee ha raccolto oltre 27 mila preferenze. Considerato il profilo più competitivo contro Occhiuto, Tridico è ormai in campo di fatto, come dimostrano i suoi messaggi pubblici di forte legame con la Calabria.
Tuttavia, all’interno della coalizione non mancano i contrasti: Avs rivendica un proprio candidato e accusa il M5S di “gioco delle parti”. I dem lavorano per mantenere uniti gli alleati, convinti che la scelta definitiva dovrà cadere sul nome con più possibilità di vittoria.
Toscana: accordo Pd-M5S, ma il fronte centrista si spacca
In Toscana la situazione non è meno complessa. Pd e Movimento 5 Stelle hanno trovato un’intesa a sostegno di Eugenio Giani, ma la rottura tra i partiti centristi ha creato nuove fratture. Azione, +Europa, Pri e Psi hanno deciso di correre insieme con una propria lista a sostegno del presidente uscente, prendendo le distanze da Italia Viva.
La scelta ha fatto naufragare l’ipotesi di un unico listone riformista con il nome di Giani nel simbolo, irritando i renziani che hanno definito l’iniziativa “inspiegabile”. La frattura rischia di ridisegnare gli equilibri politici in vista delle elezioni.
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