di Corinna Pindaro
L’aumento dell’energia nei temporali estivi rende i fulmini sempre più pericolosi in Italia. Ecco cosa spiegano i climatologi e come comportarsi in caso di tempesta
Non è tanto il numero di fulmini a destare preoccupazione in Italia, quanto l’energia che li accompagna e che cresce di anno in anno. Un tempo il temporale estivo era considerato un evento comune e poco pericoloso, oggi invece – come spiegano i climatologi del Cnr – può trasformarsi in un fenomeno potenzialmente letale se non si valutano con attenzione i rischi.
Le tragedie degli ultimi giorni
Le cronache raccontano di episodi sempre più gravi. In Salento, lungo la statale 275, un motociclista di 42 anni ha perso la vita dopo essere stato colpito indirettamente da un fulmine durante un temporale. Poche ore prima, a Ferrandina, un ragazzo di 29 anni è rimasto ucciso nella sua auto schiacciata da un albero colpito da una scarica elettrica.
Non si tratta di casi isolati: altri incidenti legati ai fulmini si sono verificati nelle acque di Palinuro, a Piombino, in Appennino e nelle zone montane delle Dolomiti. Episodi che sottolineano la necessità, secondo gli esperti, di una nuova cultura della prevenzione e della gestione del rischio.
Non aumentano i fulmini, ma la loro energia
Secondo i dati più recenti, non si registra un incremento significativo del numero di fulmini rispetto agli anni passati. Il 2018, con circa 7 milioni di scariche, resta l’anno record. Ciò che invece è in crescita è l’intensità dei temporali.
Il climatologo Sante Laviola spiega che il cambiamento climatico alimenta un’accelerazione nei processi atmosferici: il calore accumulato dagli anticicloni si trasforma in energia che, in fase di rimescolamento, produce nubi cariche di ghiaccio e grandine. Queste condizioni rendono più probabile la formazione di scariche elettriche particolarmente potenti, non solo in montagna ma anche lungo le coste e in mare.
Perché luglio e agosto sono i mesi più rischiosi
I mesi estivi rappresentano il picco massimo dell’attività elettrica. L’elevata energia accumulata in atmosfera, sommata al riscaldamento del mare e all’aumento del vapore acqueo, favorisce temporali violenti con scariche molto forti.
Il Mediterraneo, considerato un vero e proprio hotspot climatico, è particolarmente esposto. I temporali estivi non vanno quindi sottovalutati: possono generare fulmini a terra, venti improvvisi e grandinate di forte intensità.
Come comportarsi in caso di tempesta
La prima regola resta il buon senso. Se un temporale è in arrivo, è fondamentale mettersi subito al riparo evitando alberi, strutture metalliche o ombrelloni. Gli esperti raccomandano di rifugiarsi in edifici chiusi che funzionano come una gabbia di Faraday, proteggendo dalle scariche elettriche.
Chi si trova al mare deve abbandonare immediatamente l’acqua, mentre chi è in montagna dovrebbe programmare le escursioni al mattino, evitando di trovarsi in quota nelle ore pomeridiane, quando i fenomeni sono più violenti. Particolare attenzione va posta alle ferrate e ai percorsi con cavi metallici, estremamente pericolosi durante i temporali.
Una nuova cultura del rischio
Il cambiamento climatico impone un cambio di mentalità. Non bisogna più sottovalutare neppure i temporali classificati come “banali”: anche un’allerta gialla può trasformarsi in un evento pericoloso con conseguenze gravi.
Secondo gli esperti del Cnr, è necessaria una nuova consapevolezza collettiva: i fenomeni estremi non riguardano solo le zone montane o le campagne, ma possono verificarsi ovunque, anche nelle città. La prudenza e la preparazione diventano quindi strumenti indispensabili per ridurre i rischi legati ai temporali estivi.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Fulmini in Italia: perché diventano sempre più pericolosi e come proteggersi proviene da Associated Medias.

