di Velia Iacovino

Il vertice non sarà a porte chiuse: ciascun leader sarà affiancato da tre consiglieri,per gli Stati Uniti Steve Witkoff, Marco Rubio e un altro stretto collaboratore, mentre per Mosca, il ministro degli esteri Sergei Lavrov e l’ambasciatore russo a Washington .

 

È ufficialmente iniziato il vertice più atteso sulla scena internazionale: Donald Trump e Vladimir Putin, atterrati con pochi minuti di distanza, si sono incontrati e stretti la mano sulla pista della Joint Base Elmendorf-Richardson di Anchorage, in Alaska. Un gesto carico di simbolismo che dà il via a un incontro destinato a cambiare gli equilibri del pianeta.

Ad accogliere il leader del Cremlino è stato lo stesso Trump. I due capi di Stato hanno percorso insieme il tappeto rosso allestito tra quattro caccia militari americani: una scenografia che ha sottolineato il clima solenne, che accompagna questo storico summit che non sarà a due:  ciascun leader sarà affiancato da tre consiglieri fidati. Per gli Stati Uniti, saranno presenti il consigliere strategico Steve Witkoff, il segretario di Stato Marco Rubio e un collaboratore di lunga data del presidente. A rappresentare Mosca, invece, ci sono il ministro degli Esteri Sergei Lavrov e l’ambasciatore russo a Washington.

Durante il bilaterale allargato e il successivo pranzo ufficiale, si uniranno al tavolo anche il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, il segretario al Commercio Howard Lutnick, il capo del Pentagono Pete Hegseth e la capo dello staff Susie Wiles.

Durante il volo verso l’Alaska, rispondendo alle domande dei giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha offerto una dichiarazione tanto spontanea quanto emblematica: “Non posso dirvi cosa considererei un successo oggi. Non lo so. Nulla è certo. Ma voglio vedere un cessate il fuoco, e voglio che accada il prima possibile. Questo non riguarda solo l’Europa — anche se ovviamente sarà coinvolta, così come Zelensky. Ma io sono qui per fermare le uccisioni. Lo ripeto: voglio che le uccisioni finiscano”. Il presidente ha poi aggiunto: “Non stiamo più spendendo soldi: stiamo guadagnando. Vendiamo armi, le inviamo alla Nato, e la Nato ci invia assegni. Ma non è questo il punto. Biden ha speso 350 miliardi di dollari senza ottenere nulla. A me interessa che solo la scorsa settimana sono morte 7.011 persone, quasi tutti soldati. In una città, un missile ha ucciso 36 civili. È una follia. Sono qui per dire basta”.

Pochi minuti prima dell’inizio del vertice, due domande — una sul cessate il fuoco, l’altra sulle vittime del conflitto in Ucraina — hanno infranto protocollo ufficiale. Le immagini dei due leader parlano da sole: Trump con un’espressione dura, quasi vitrea; Putin con lo sguardo fisso a terra. Un silenzio pesante, che ha fatto da preludio a un incontro dal potenziale geopolitico enorme.

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