di Velia Iacovino

Dopo la morte di Cecilia De Astis investita da minori rom a bordo di un’auto rubata, il vicepremier Salvini ha invocato ruspe, arresti e revoche di patria potestà. Ma trasformare un dramma in propaganda non risolve nulla e rischia solo di incendiare il Paese.

 

Ci sono momenti in cui la politica dovrebbe, riflettere, pesare le parole. La morte di Cecilia De Astis, travolta a Milano da un’auto rubata guidata da un tredicenne rom nel quartiere Gratosoglio di Milano, è uno di questi momenti. E invece no: Matteo Salvini ha scelto ancora una volta la ruspa, non solo come simbolo ma come lessico. Un linguaggio incendiario, violento, che travolge tutto, anche la dignità delle istituzioni e la complessità di una realtà drammatica.

Sui social, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture ha scritto: “Campo rom da sgomberare subito e poi radere al suolo dopo anni di furti e violenze, pseudo ‘genitori’ da arrestare e patria potestà da annullare. Sindaco Sala e sinistre, ci siete?” — parole che suonano come una sentenza sommaria, come un’escalation verbale che scavalca lo Stato di diritto e punta al consenso pancia a terra, sulla pelle dei morti e dei minori.

Certo, l’episodio è gravissimo. Una donna di 65 anni è morta, travolta da un’auto rubata condotta da un gruppo di ragazzini. L’indignazione è sacrosanta, ma proprio per questo la politica ha il dovere di rispondere con lucidità, fermezza e responsabilità. E invece, in questo caso, ha scelto la scorciatoia della propaganda, trasformando una tragedia umana in un comizio perenne.

I fatti: Cecilia De Astis camminava in via Saponaro, nel quartiere popolare di Gratosoglio, quando è stata investita da un’auto pirata. Alla guida un tredicenne, con altri tre minori a bordo. L’auto era stata rubata poco prima. Il quartiere conosce problemi cronici di marginalità, e l’insediamento nomade da cui provengono i minori era noto. Subito, il centrodestra si è scagliato contro il sindaco Beppe Sala, accusandolo di aver “tollerato” per anni una situazione esplosiva. Ma Sala ha risposto con dati alla mano: dal 2013 al 2024, le giunte di centrosinistra hanno chiuso 24 campi nomadi, tra autorizzati e abusivi. Quelle di centrodestra, dice, “solo uno”.

Il dibattito si è così trasformato in una guerra di cifre e di slogan. Il centrodestra parla di “responsabilità morali”, la sinistra denuncia “sciacallaggio”. In mezzo, però, restano i problemi irrisolti: povertà, esclusione, abbandono scolastico, illegalità. E restano, soprattutto, le vite: quella di una donna morta per strada, e quelle di bambini cresciuti senza regole, senza scuola, senza futuro.

Il messaggio di Salvini non è solo duro e populista, è pericoloso. Perché non colpisce solo gli adulti responsabili di eventuali omissioni, ma criminalizza intere famiglie, intere etnie, minori compresi. Parla di “radere al suolo”, di “arrestare genitori”, di “annullare la patria potestà” come se fosse un decreto d’urgenza da firmare su Facebook. Ma la democrazia non funziona così. E nemmeno la giustizia. Se ci sono reati, devono essere perseguiti. Se ci sono responsabilità genitoriali gravi, è giusto che i tribunali dei minori intervengano. Ma evocare ruspe e decapitazioni familiari, come soluzione unica e spettacolare, significa solo seminare odio e distrazione. Serve un piano serio di inclusione scolastica, serve un controllo puntuale da parte delle amministrazioni locali e delle prefetture, serve un impegno concreto delle comunità coinvolte. Serve, insomma, uno Stato che funzioni. E uno Stato, quando funziona, non urla. Lavora in silenzio, interviene con mezzi legali, protegge i più vulnerabili senza dimenticare la sicurezza di tutti. Cecilia De Astis non merita di essere trasformata in un pretesto di propaganda di bassa lega. I bambini coinvolti, per quanto responsabili, restano minori cresciuti in un contesto dove lo Stato — e quindi anche la politica — ha spesso girato lo sguardo altrove. Prendersela con loro senza prendersela anche con anni di abbandono istituzionale è non solo ipocrita, ma anche profondamente ingiusto.

 

 

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