di Aisha Harrison

Il premier israeliano ha parlato durante una conferenza stampa con i media internazionali

 

 

“L’obiettivo di Israele non è occupare Gaza, ma liberarla da Hamas”. Con queste parole il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato oggi un nuovo piano militare per la Striscia, delineando i principi che, a suo dire, potrebbero “portare rapidamente alla fine della guerra”. Secondo Netanyahu, il conflitto può concludersi «anche domani”, se Hamas cessa la resistenza e libera tutti gli ostaggi. Israele, ha aggiunto, mira alla smilitarizzazione totale di Gaza e al mantenimento della propria sicurezza lungo i confini. Ma soprattutto, ha promesso che non sarà Israele a governare Gaza nel dopoguerra: l’amministrazione civile sarà affidata a “forze locali non legate a Hamas e non israeliane”.

Nel corso della conferenza, Netanyahu ha sottolineato che Israele ha aperto corridoi umanitari, allestito punti di distribuzione degli aiuti e autorizzato lanci aerei per sostenere la popolazione civile. Tuttavia, ha puntato il dito contro Hamas, accusandolo di impedire la distribuzione degli aiuti, e contro le agenzie delle Nazioni Unite, che secondo lui “ostacolano l’ingresso degli aiuti nei luoghi dove ce n’è più bisogno”. La reazione delle Nazioni Unite è stata immediata e dura. Il segretario generale aggiunto, Miroslav Jenča, ha definito il piano israeliano “un’ulteriore pericolosa escalation”, affermando che rischia di portare “a più distruzione, sfollamenti e a una sofferenza regionale senza precedenti”. L’Onu insiste invece su un cessate il fuoco immediato e duraturo, e ha avvertito che la crisi alimentare a Gaza è ormai fuori controllo.

 

 

 

 

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