di Ennio Bassi
Migliaia di israeliani si mobilitano contro la decisione del premier, chiedendo il rilascio degli ostaggi e una svolta politica netta
Israele si spacca su Gaza. Migliaia di israeliani sono scesi in piazza a Tel Aviv, Gerusalemme e Haifa per chiedere il rilascio degli ostaggi che ancora si trovano nelle mani di Hamas e contro il piano del premier Benjamin Netanyahu che prevede l’occupazione totale della Striscia per affidarne poi l’amministrazione a un’entità araba amica. Proteste hanno avuto luogo anche a Cesarea, dove si trova la residenza privata del primo ministro. La decisione del gabinetto di sicurezza israeliano di approvare il progetto di Neta nyahu ha suscitato preoccupazioni internazionali oltre che fortissime divisioni interne.
Settori della sinistra, della destra radicale e persino ex comandanti militari hanno messo in dubbio l’efficacia dell’occupazione per liberare gli ostaggi o indebolire Hamas. Intanto manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese si sono svolte in diverse città del mondo, tra cui Londra, New York, Parigi e Roma, all’insegna della richiesta del cessate il fuoco immediato, dell’accesso umanitario a Gaza e del rispetto dei diritti umani.
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