di Redazione
Kiev e i leader europei provano a bloccare un’intesa bilaterale USA-Russia che preveda cessioni territoriali. Zelensky: «La pace si costruisce con l’Ucraina, non sopra la sua testa».
A cinque giorni dal vertice bilaterale tra Donald Trump e Vladimir Putin previsto per il 15 agosto in Alaska, il clima intorno alla trattativa appare sempre più teso. Mentre Stati Uniti e Russia si preparano a discutere – forse in via diretta – di un cessate il fuoco in Ucraina e di un possibile “scambio di territori”, Kiev e i partner europei lanciano un’offensiva diplomatica per evitare una pace negoziata senza l’Ucraina e a spese della sua integrità territoriale.Il vertice, annunciato dallo stesso Trump come “storico”, rischia infatti di trasformarsi in una frattura geopolitica tra Washington e i suoi alleati occidentali. La Casa Bianca sta valutando in extremis l’opzione di coinvolgere anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ma — secondo quanto riferisce NBC — nessuna decisione definitiva è stata presa. E il Cremlino frena: «Non è previsto alcun trilaterale», ha già fatto sapere Mosca.
Il contropiano Europa-Kiev
In parallelo, l’Europa e l’Ucraina stanno tentando di imporre una propria linea negoziale. In una riunione riservata svoltasi nella residenza ufficiale del ministro degli Esteri britannico, David Lammy, nel Kent, i principali Paesi europei — con l’Italia rappresentata dal consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, Fabrizio Saggio — hanno elaborato una proposta alternativa da presentare all’amministrazione americana. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il piano prevede che qualsiasi concessione territoriale venga subordinata a garanzie di sicurezza vincolanti, tra cui una futura adesione dell’Ucraina alla Nato. Inoltre, il cessate il fuoco — qualora negoziato — dovrà essere immediato, non posticipato, e soprattutto non potrà in alcun modo avvenire senza il coinvolgimento diretto di Kiev.Una posizione ribadita con fermezza anche dallo stesso Zelensky, che ha definito “costruttivo” il confronto avuto nei giorni scorsi con il vicepresidente USA JD Vance e con i leader europei. Ma ha anche messo in chiaro che la Costituzione ucraina vieta ogni cessione di territorio. «Non abbiamo bisogno di una pausa nelle uccisioni. Abbiamo bisogno di una pace vera e duratura. Non in futuro: adesso», ha scritto Zelensky su X.
Mosca rilancia: “Scambio di territori”
Intanto, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg e Wsj, durante un incontro al Cremlino la scorsa settimana, Putin avrebbe messo sul tavolo una proposta informale: cessate il fuoco in cambio della cessione dell’intera area sud-orientale del Donbass, comprese le regioni di Lugansk e Donetsk, già ampiamente occupate dalle truppe russe. Meno chiaro il destino delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson, che Mosca potrebbe essere disposta a “congelare” mantenendo il controllo di fatto, ma senza ulteriori avanzamenti. Il problema? Secondo fonti europee, l’inviato americano Steve Witkoff avrebbe inizialmente riferito di un possibile ritiro russo da parte del fronte sud, per poi correggere il tiro. «Dopo tre telefonate e altrettante smentite, abbiamo capito che non c’era alcuna vera apertura da parte della Russia», ha spiegato una fonte diplomatica europea al WSJ.Nonostante ciò, Trump ha continuato a ventilare l’ipotesi di “scambi di territori”: «Ne riavremo un po’, ne scambieremo alcuni, ci saranno scambi a beneficio di entrambi», ha dichiarato in una conferenza stampa. Dichiarazioni che hanno allarmato le capitali europee e che rafforzano l’idea di un possibile accordo USA-Russia calato dall’alto.
Macron: “Il futuro dell’Ucraina non può essere deciso senza Kiev”
Nelle ultime ore, il presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto per sostenere la posizione ucraina. In un post su X ha scritto: “Il futuro dell’Ucraina non può essere deciso senza gli ucraini, che da oltre tre anni lottano per la loro libertà e sicurezza. Anche l’Europa deve essere parte della soluzione, perché da essa dipende la nostra stessa sicurezza”.
Una posizione condivisa anche dal nuovo cancelliere tedesco Friedrich Merz e dal premier britannico Keir Starmer, entrambi in contatto con Zelensky. Intanto, la Casa Bianca mantiene il riserbo: un alto funzionario ha dichiarato alla Cbs che la pianificazione del vertice è ancora “fluida” e che non è escluso che Zelensky venga coinvolto “in qualche modo”. Ma il tempo stringe. Venerdì prossimo, nella terra che un tempo fu venduta dagli zar agli Stati Uniti, si consumerà un confronto che potrebbe ridisegnare la geopolitica europea. E a Kiev, come a Bruxelles, cresce la preoccupazione che la pace venga scritta altrove — e senza di loro.
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