di Emilia Morelli
Donald Trump annuncia l’intenzione di schierare la Guardia nazionale a Washington, ma il Congresso e i Democratici avvertono: serve autorizzazione per evitare una crisi istituzionale
Dopo aver dispiegato militari e forze speciali a Los Angeles, Donald Trump annuncia un nuovo piano di sicurezza per la capitale statunitense. Il presidente vuole schierare la Guardia nazionale a Washington, assumendo il controllo della sicurezza al posto della polizia locale. Già dalla mezzanotte di giovedì, la presenza di agenti federali – tra cui FBI, Marshals Service e DEA – è aumentata sensibilmente.
Limiti legali e precedente di Los Angeles
A differenza di Los Angeles, dove marines e Guardia nazionale erano stati inviati direttamente nelle strade, il presidente non può militarizzare la capitale senza un’autorizzazione del Congresso. L’esperienza californiana, costata milioni di dollari e criticata per la mancanza di una reale emergenza, aveva visto soldati impegnati in operazioni simulate per giustificare la loro presenza.
“Washington più pericolosa di Baghdad”
Trump ha definito la capitale “più pericolosa di Baghdad”, nonostante i dati ufficiali mostrino un calo del 30% dei reati negli ultimi due anni. Le reti televisive conservatrici, tuttavia, continuano a descrivere Washington come un luogo ad alto rischio. L’episodio che ha scatenato la nuova stretta è stato l’aggressione a un ex dipendente del Dipartimento dell’Efficienza governativa, ministero guidato fino a maggio da Elon Musk.
Obiettivo di lungo corso
Blindare Washington non è una novità nei piani di Trump. Già nel primo mandato aveva cercato di far presidiare le strade alla Guardia nazionale e autorizzare l’uso delle armi contro i manifestanti anti-violenza della polizia.
Il nodo dell’autorizzazione del Congresso
Dal 1973, il Congresso ha ceduto parte dei suoi poteri al governo locale, ma l’occupazione militare della capitale richiede comunque un voto formale. I 2.700 membri della Guardia nazionale di Washington rispondono direttamente al presidente, ma non possono operare liberamente senza l’approvazione congressuale. Secondo i Democratici, un’azione unilaterale di Trump aprirebbe una crisi istituzionale senza precedenti.
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