di Mario Tosetti

Putin incontra Steve Witkoff, emissario di Trump: al centro del colloquio la guerra in Ucraina e le prospettive per una cooperazione Usa-Russia. Ultimatum di Washington a Mosca

Putin WitkoffSi è concluso a Mosca un incontro durato quasi tre ore tra il presidente russo Vladimir Putin e Steve Witkoff, inviato speciale del candidato statunitense Donald Trump. Il confronto, tenutosi al Cremlino, ha rappresentato un momento chiave nei tentativi di riaprire un dialogo diretto tra Washington e Mosca sul conflitto in Ucraina.

Ucraina e cooperazione strategica: i due temi al centro del confronto

Secondo quanto riferito da Yuri Ushakov, consigliere del Cremlino, al termine dell’incontro i temi principali discussi sono stati due: la crisi in Ucraina e l’eventuale ripresa di una cooperazione strategica tra Russia e Stati Uniti. Ushakov ha definito la conversazione “costruttiva e utile”, sottolineando che Putin ha inviato messaggi chiari a Trump, ricevendone altri in risposta.

Pressioni americane: ultimatum per il cessate il fuoco entro l’8 agosto

Il faccia a faccia arriva a ridosso di una scadenza imposta da Donald Trump: entro giovedì 8 agosto, Mosca dovrebbe accettare un cessate il fuoco. Si tratta di un ultimatum lanciato con fermezza dall’ex presidente, che ha minacciato sanzioni indirette anche contro i Paesi che continuano a mantenere rapporti commerciali con la Russia, in particolare India e Cina. Tra le misure previste ci sarebbe anche il blocco alla cosiddetta “flotta ombra”, un sistema di petroliere anonime usate per esportare petrolio russo.

La risposta del Cremlino: escalation militare e nessun passo indietro

A fronte delle pressioni americane e delle dichiarazioni di Trump, Mosca non ha mostrato segni di cedimento. Al contrario, la Russia ha revocato la propria adesione alla moratoria sull’uso dei missili nucleari a corto e medio raggio. Inoltre, in risposta alle minacce statunitensi, ha intensificato i raid aerei sull’Ucraina, mantenendo alta la tensione. Da parte sua, la Casa Bianca ha reagito ordinando lo schieramento di due sottomarini nucleari in prossimità delle acque russe.

Le condizioni di Mosca e i paletti di Kiev

Sul tavolo dei negoziati restano punti di frizione difficili da superare. Mosca pretende lo stop definitivo all’ingresso dell’Ucraina nella NATO e nell’Unione Europea, il riconoscimento delle quattro repubbliche separatiste del Donbass e la tutela delle popolazioni russofone. Kiev respinge ogni compromesso su questi temi, ribadendo il proprio diritto sovrano a decidere la propria politica estera.

Un’apertura (parziale): possibile moratoria sugli attacchi aerei

Nonostante le tensioni, un piccolo spiraglio sembra emergere. Fonti vicine al Cremlino, riportate da Bloomberg, parlano della possibilità di una moratoria temporanea sugli attacchi aerei. Tuttavia, questa proposta è ben lontana da una tregua vera e propria. La diplomazia resta in movimento, ma le posizioni appaiono ancora molto distanti.

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