di Corinna Pindaro

La macchina delle regionali è partita, ma i principali schieramenti faticano a trovare candidati. Incertezza in Campania, Veneto, Puglia e Toscana

regionaliLa corsa verso le elezioni regionali del 2025 è ufficialmente iniziata, ma procede a rilento. Sebbene i partiti abbiano acceso i motori, le candidature definitive tardano ad arrivare. A oggi, né il centrodestra né il centrosinistra hanno definito con chiarezza il quadro dei nomi per le principali regioni chiamate al voto nei prossimi mesi.

Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ha garantito che il centrodestra presenterà “candidati unici” in ogni regione. Tuttavia, ad eccezione di poche conferme, i volti da schierare restano ancora un mistero. Lo stesso Tajani ha ammesso che non sono stati ancora fissati incontri decisivi: “Troveremo i profili giusti nei tempi opportuni”, ha detto, confermando la candidatura per la Calabria e citando la necessità di sciogliere i nodi in Campania, Puglia, Veneto e Toscana.

I fronti ancora aperti nel centrodestra: tra attese e tensioni

Tra le regioni dove regna l’incertezza, spicca il Veneto, dove la successione a Luca Zaia si presenta come una delle partite più complicate. Con il governatore uscente ormai fuori gioco per i limiti di mandato, si apre un braccio di ferro interno tra Lega e Fratelli d’Italia. In vantaggio al momento c’è Alberto Stefani, segretario regionale della Lega e fedelissimo di Salvini. Ma i meloniani, forti degli ottimi risultati ottenuti in Veneto alle ultime elezioni politiche, non sembrano intenzionati a cedere il passo senza condizioni.

In Puglia e Campania, la situazione è ancora più nebulosa. Nessun nome certo all’orizzonte e un generale attendismo che spinge ogni decisione al post-Ferragosto. In Toscana, invece, si attende di capire se Eugenio Giani, governatore uscente di centrosinistra, correrà nuovamente: una data ufficiosa, quella del 12 ottobre, è già stata individuata per il voto.

Centrosinistra in movimento: poche certezze e candidature parziali

Sul fronte progressista, i lavori sono in corso ma a velocità ridotta. Il Partito Democratico, insieme al Movimento 5 Stelle e ad Alleanza Verdi-Sinistra, sta ancora definendo le strategie in gran parte delle regioni.

Nel Veneto, l’unico nome ufficializzato è quello di Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso, soprannominato “Kung Fu Panda” per il suo stile combattivo ma pacato. In Marche, dove si voterà il 28 e 29 settembre, il centrosinistra ha puntato su Matteo Ricci, nonostante alcune inchieste giudiziarie che ne hanno offuscato parzialmente la visibilità. Il tour elettorale di Ricci, comunque, è già partito, con tappe lungo la costa marchigiana.

In Calabria, invece, la candidatura di Roberto Occhiuto (FI) sembra già ben avviata. Il centrodestra ha blindato il nome e avviato la campagna elettorale con un evento pubblico a Reggio Calabria. Dall’altro lato, Pd e alleati stanno valutando il nome giusto e puntano a chiudere l’accordo entro la prima metà di agosto.

Elezioni su più turni: calendario frastagliato e scelte rimandate

Il calendario elettorale è ancora in fase di definizione. Solo alcune date sono emerse con chiarezza: Marche e Valle d’Aosta andranno al voto a settembre, mentre la Calabria potrebbe votare a inizio ottobre. La Toscana guarda al 12 ottobre, mentre il Veneto – dove si aspetta la formalizzazione del voto da parte del successore di Zaia – potrebbe andare alle urne l’ultimo weekend disponibile: 23 novembre. Le stesse date sono considerate probabili anche per Puglia e Campania.

Nonostante le rassicurazioni pubbliche, resta evidente la difficoltà politica nel trovare candidature condivise. Tra rivalità interne ai partiti, tensioni tra alleati e valutazioni strategiche sul consenso locale, la sensazione è che tutto si deciderà in extremis.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Elezioni regionali 2025: centrodestra e centrosinistra in ritardo sulle candidature proviene da Associated Medias.