di Carlo Longo

Indagine sull’urbanistica a Milano: arresti per l’ex assessore Tancredi e l’imprenditore Catella. Il gip parla di un sistema radicato di corruzione tra pubblico e privato.

milanoScossone politico e giudiziario a Milano: Giancarlo Tancredi, ex assessore alla Rigenerazione urbana, e Manfredi Catella, noto imprenditore immobiliare e amministratore delegato di Coima, sono finiti agli arresti domiciliari. Il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini, su richiesta della Procura, nell’ambito di un’ampia indagine sul sistema urbanistico del capoluogo lombardo. Gli arresti sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria.

Un impianto accusatorio in gran parte confermato

Il gip ha accolto molte delle ipotesi della Procura, riconoscendo la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza. Tuttavia, non è stata ritenuta fondata l’accusa di induzione indebita nei confronti del sindaco Giuseppe Sala e dell’architetto Stefano Boeri, in relazione alla vicenda del “Pirellino”.

Sei arresti, uno in carcere: chi sono gli altri coinvolti

Oltre a Tancredi e Catella, il giudice ha emesso altre quattro misure cautelari. Andrea Bezziccheri, imprenditore a capo della società Bluestone, è stato condotto in carcere. Sono finiti invece ai domiciliari Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio, Alessandro Scandurra, architetto e membro della stessa commissione, e Federico Pella, ex dirigente della società di ingegneria J+S.

Secondo il gip, Tancredi, pur non essendo mosso da finalità personali, avrebbe favorito soggetti a lui vicini in cambio di lealtà e cooperazione su progetti legati all’amministrazione pubblica. Un comportamento che avrebbe potuto proseguire, approfittando della rete di relazioni costruita in anni di attività nel settore urbanistico milanese.

Un “sistema consolidato” di favori e interessi incrociati

L’ordinanza firmata dal giudice Fiorentini descrive un meccanismo collaudato di corruzione e interferenze tra sfera pubblica e interessi privati, con l’obiettivo di controllare la gestione del territorio edificabile a Milano. Alcuni costruttori, sostiene il giudice, avrebbero potuto godere di accessi privilegiati a informazioni e iter amministrativi più favorevoli, grazie alla complicità di membri della Commissione Paesaggio.

Il sindaco Sala prende posizione: “Mai agito per fini personali”

Il sindaco Giuseppe Sala, rimasto al momento fuori dalle misure cautelari, ha commentato la vicenda con una nota ufficiale. Ha ribadito la sua fiducia nella magistratura e ha escluso ogni ipotesi di dimissioni. “Proseguirò il mio impegno per Milano con responsabilità e trasparenza. Il gip non ha confermato l’accusa di induzione indebita che la Procura aveva ipotizzato nei miei confronti, e ciò rafforza la mia convinzione di non aver mai agito per interessi personali”, ha dichiarato Sala. Il primo cittadino ha poi espresso l’auspicio che Tancredi possa chiarire presto la sua posizione.

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