di Emilia Morelli

l dibattito sul futuro dell’ex Ilva si intreccia con la proposta di Elon Musk per una Gigafactory a Taranto. Tesla Owners Italia attacca il governo e chiede una vera transizione industriale

musk ilvaNella città di Taranto si moltiplicano le voci su un possibile interesse politico e industriale di Elon Musk per il futuro dell’ex Ilva. Il motivo? La netta opposizione dell’associazione Tesla Owners Italia all’accordo di programma che il governo sta definendo con Regione Puglia e Comune di Taranto, per rilanciare lo storico polo siderurgico. Sebbene si tratti formalmente di un gruppo di appassionati e proprietari di vetture Tesla, il loro recente attivismo ha acceso riflettori e sospetti.

L’associazione, attraverso il portavoce Luca Del Bo, ha in passato preso le distanze dal culto della personalità di Musk, ricordando che “possedere una Tesla non significa essere suoi seguaci”. Tuttavia, il volto di Elon campeggia sulla pagina social ufficiale, accanto a slogan e proposte che sembrano allinearsi con le sue idee visionarie.

America Party e Mega: i progetti politici del magnate

Le speculazioni sull’interesse politico di Musk per l’Europa non sono nuove. Dopo la rottura con Donald Trump, l’imprenditore ha annunciato la creazione di un proprio partito negli Stati Uniti, l’“America Party”. In passato, aveva anche lasciato intendere l’intenzione di esportare una sua piattaforma in Europa, battezzandola simbolicamente “MEGA” – acronimo di “Make Europe Great Again”.

Sebbene non vi siano collegamenti ufficiali, la posizione critica di Tesla Owners Italia nei confronti del piano industriale per Taranto ha riacceso il dibattito: si tratta solo di una coincidenza o di un primo passo verso una strategia di penetrazione politica e imprenditoriale nel vecchio continente?

La proposta per Taranto: Gigafactory al posto della vecchia acciaieria

Nel 2021, Musk aveva già lanciato una proposta che oggi sembra tornare d’attualità: trasformare l’area dell’ex Ilva in una Gigafactory Tesla, un impianto ad alta tecnologia per la produzione di auto elettriche e batterie. Secondo Tesla Owners Italia, questa visione rappresenterebbe un’alternativa “pulita, innovativa e realmente occupazionale” rispetto a una continuità industriale basata sul carbone.

La proposta è stata rilanciata in concomitanza con il consiglio comunale monotematico dedicato alla questione Ilva, suscitando forti reazioni e alimentando il confronto politico. Il messaggio è chiaro: l’Italia ha bisogno di un cambio di paradigma industriale, non di compromessi ambientali.

Critiche al governo e appello agli ambientalisti

Tesla Owners Italia non risparmia critiche al ministro Adolfo Urso, titolare del Made in Italy, accusato di voler “condannare una città intera” firmando accordi che perpetuano modelli produttivi superati. Secondo l’associazione, la vera riconversione industriale non può avvenire restando legati all’acciaio prodotto a Taranto, che servirebbe principalmente alle raffinerie Eni e non al tessuto produttivo del futuro.

L’associazione ha inoltre chiamato in causa il mondo ambientalista, taggando realtà come Peacelink e figure come Angelo Bonelli, leader dei Verdi, per rafforzare il fronte critico contro l’attuale gestione del dossier Taranto. Il loro messaggio è radicale: “No alle scelte tossiche, sì a un futuro di salute, innovazione e lavoro qualificato”.

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