di Guido Talarico

La società del Gruppo FS offre il servizio di accompagnamento per minori solo da Roma in su, escludendo il Sud Italia. Una disparità che solleva gravi interrogativi sulla violazione di principi costituzionali come eguaglianza e pari opportunità da parte di chi dovrebbe fare servizio pubblico. La denuncia al TgR Calabria sta facendo il giro del web
di Carlo Longo
“Trenitalia discrimina il Sud d’Italia”. La pesante denuncia di una mamma catanzarese trapiantata a New York e in vacanza a Montepaone, è stata riportata dal Tgr Calabria ed è diventata rapidamente virale sui social. Il perché è semplice: Maria Luisa Garito, questo il nome della signora, ha segnalato una discriminazione silenziosa ma profonda, che riguarda i cittadini più giovani del Mezzogiorno. Ha infatti potuto appurare che Trenitalia non garantisce un servizio essenziale di accompagnamento per minori sui treni in partenza o in arrivo nelle regioni del Sud. Ma ciò che è grave è che il servizio è regolarmente disponibile per chi da Roma va verso Nord, mentre è inspiegabilmente assente da Roma verso Sud.
“Al sud ci dobbiamo arranciare”
Maria Luisa Garito, una manager che ha fondato ed è Ceo di Affordable Chic, ha ospitato una amica della figlia quattordicenne che ha voltato da New York a Roma e che poi è andata in Calabria con i Garito. Per il ritorno invece era previsto un accompagnamento in treno da Lamezia Terme a Roma. Al telefono Trenitalia aveva detto che l’accompagnamento per minori di 14 anni è previsto. Ma poi al momento della partenza l’amara sorpresa. Il servizio esiste ma solo da Roma in su.
“Quello che praticamente Trenitalia mi ha detto – ha spiegato Garito al TgR – è che la bambina del Sud si deve arrangiare! E’ quello che sempre succede nel sud: ci dobbiamo arrangiare. Oppure – ha aggiunto con ironia – Trenitalia reputa che i bambini del sud siano più svegli di quelli del nord e possano viaggiare da soli”.
Trenitalia viola principi costituzionali?
La questione ora, dalla semplice quanto sacrosanta segnalazione di una mamma indignata per l’atteggiamento evidentemente discriminatorio per i passeggeri del mezzogiorno d’Italia, potrebbe assumere aspetti legali di una certa gravità. Si potrebbe trattare di una disparità che va ben oltre il disservizio ferroviario: sembrerebbe infatti una violazione palese degli articoli 3 e 5 della Costituzione, che sanciscono il principio di eguaglianza tra i cittadini, il divieto di discriminazioni e la promozione dell’unità nazionale.
Trenitalia, svolgendo servizio pubblico, dovrebbe infatti garantire il trasporto ferroviario su tutto il territorio nazionale senza discriminazione alcuna. E’ per questo che della questione sembra se ne stiano già occupando alcuni deputati calabresi. Vedremo come andrà a finire.
Certo è che questo nuova denuncia sui disservizi delle Ferrovie dello Stato darà fiato a quella folta e agguerrita platea di pendolari che, nonostante in campo ci fosse Andrea Bocelli, nell’ultimo mese si è scagliata contro lo spot del Gruppo FS intitolato “L’emozione di essere italiani”, bocciato come uno dei più retorici ed insulsi di sempre. E per capire il perché di questa clamorosa stroncatura basta leggere il testo dello spot: “Siamo un popolo di ferro. E quel ferro che plasma il nostro carattere è lo stesso che forgia i binari che uniscono il Paese. Un Paese che con le nostre strade, ponti, treni e stazioni viaggia dritto verso il futuro”. Se questo delle discriminazioni e dei disservizi è il futuro che immagina Trenitalia forse c’è da rivedere qualche cosa.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Trenitalia discrimina i bambini del Sud: la denuncia di una mamma calabrese proviene da Associated Medias.

