di Emilia Morelli
Zelensky spinge per un incontro diretto con Putin entro agosto. Il Cremlino frena, mentre Erdogan tenta una mediazione e gli USA parlano di sanzioni e inviano sistemi Patriot a Kiev
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky insiste su un obiettivo preciso: un faccia a faccia con Vladimir Putin per avviare una trattativa politica che metta fine alla guerra. Secondo quanto dichiarato pubblicamente, la fine del conflitto dovrebbe iniziare proprio da un incontro diretto tra i due leader. Durante il terzo round di negoziati a Istanbul, la delegazione ucraina ha formalizzato questa richiesta, accolta con freddezza dal fronte russo.
Mosca non apre: “Nessun vertice se non per chiudere la guerra”
La posizione del Cremlino resta intransigente. Il capo negoziatore russo, Vladimir Medinskij, ha sottolineato che incontri simbolici non hanno valore, precisando che Mosca parteciperà solo a un vertice che rappresenti la fase conclusiva del conflitto. Anche il portavoce presidenziale ha ribadito questa linea, sottolineando che è “poco realistico” chiudere una guerra così complessa in soli 30 giorni. Inoltre, sebbene non sia stato ribadito apertamente, Mosca continua a considerare Zelensky un presidente “illegittimo”, in quanto non ha indetto nuove elezioni alla scadenza del suo mandato a causa della legge marziale.
Erdogan torna mediatore: possibile summit a Istanbul?
Nonostante lo stallo, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan prova a rilanciare la mediazione. Dopo la preghiera del venerdì, ha annunciato la possibilità di contattare sia Putin sia il presidente americano Donald Trump entro il fine settimana, nella speranza di organizzare un incontro trilaterale a Istanbul. Erdogan aveva già provato una simile manovra diplomatica a maggio, senza successo. Stavolta spera in un risultato diverso, ma le probabilità di un vertice restano scarse.
Trump tra pressioni e promesse: Patriot per Kiev, sanzioni per Mosca
Dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti. Trump continua a minacciare Mosca con “sanzioni secondarie” e prevede un possibile incontro “tra due o tre mesi”. Intanto ha promesso a Kiev dieci sistemi di difesa aerea Patriot, fondamentali per respingere i missili russi. Zelensky ha confermato l’accordo con Washington, specificando che tre di questi sistemi saranno finanziati da Germania e Norvegia, mentre l’Ucraina dovrà coprire i costi degli altri.
Odessa ancora sotto attacco: colpito il mercato storico
Sul campo, le ostilità non accennano a diminuire. Nella notte, l’esercito russo ha condotto un raid su Odessa, colpendo il mercato storico della città. L’attacco ha causato incendi e danni estesi, alimentando ulteriormente le tensioni e il bisogno di trovare una via diplomatica alla fine delle ostilità.
Russia in affanno sul fronte economico: tagliati i tassi d’interesse
Sul piano economico, la Russia cerca di stimolare la propria crescita rallentata. La Banca centrale ha ridotto i tassi di interesse dal 20% al 18%, la diminuzione più marcata dal 2022. La governatrice Elvira Nabiullina ha spiegato che l’obiettivo è favorire i prestiti e sostenere l’economia interna, pur avvertendo che il rischio di nuove sanzioni da parte degli Stati Uniti resta concreto. L’inflazione sembra in calo, ma il percorso per stabilizzarla è ancora lungo.
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