di Mario Tosetti
Il Senato approva all’unanimità il disegno di legge che introduce il reato di femminicidio. Ergastolo per chi uccide una donna per odio o discriminazione. Prossimo passaggio: la Camera dei deputati
Con 161 voti favorevoli su 161 presenti, il Senato ha approvato all’unanimità il disegno di legge che introduce ufficialmente il reato di femminicidio nel codice penale italiano. Un momento carico di significato, sancito da un lungo applauso in Aula. Il provvedimento passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.
Meloni: “L’Italia tra i Paesi pionieri nella lotta al femminicidio”
Grande soddisfazione è stata espressa dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito il risultato un passo storico nella tutela dei diritti delle donne: “Siamo tra le prime nazioni ad adottare una normativa simile. Ringrazio tutte le forze politiche per aver sostenuto e migliorato il testo”. La premier ha sottolineato l’importanza dell’unità parlamentare su un tema di tale rilevanza sociale.
Un testo frutto di mediazione e confronto parlamentare
Il disegno di legge nasce da un’iniziativa del governo ed è stato successivamente affinato in Commissione Giustizia grazie al contributo di maggioranza e opposizione. Il nuovo articolo 577-bis del Codice penale prevede l’ergastolo per chi provoca la morte di una donna motivato da odio, discriminazione di genere o come strumento per reprimere diritti, libertà o l’identità personale della vittima.
Oltre alla nuova figura di reato, il provvedimento introduce limitazioni ai benefici penitenziari per i condannati e potenzia la formazione degli operatori del settore giudiziario e delle forze dell’ordine nella lotta alla violenza di genere e domestica.
Schlein (PD): “Legge migliorata grazie al contributo di tutti”
La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha evidenziato come il confronto in commissione abbia prodotto miglioramenti sostanziali: dalla definizione giuridica del reato, alla tutela degli orfani di femminicidio, fino all’eliminazione del limite dei 45 giorni per le intercettazioni. “Abbiamo lavorato nel merito e trovato un terreno comune. Ora è cruciale investire nella prevenzione”, ha dichiarato.
Bongiorno: “Riconosciuta la gravità dell’odio contro le donne”
Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della Commissione Giustizia al Senato, ha rimarcato l’importanza dell’intervento legislativo: “Chi uccide una donna per motivi di odio o discriminazione non può essere trattato come un omicida qualsiasi. È un segnale forte contro chi considera le donne inferiori”.
Roccella: “Il diritto non crea classifiche, ma riconosce specificità”
La ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha difeso l’impianto del testo sottolineando come l’inserimento del reato non rappresenti una gerarchia tra omicidi, ma un riconoscimento della specificità della violenza contro le donne. “Nominare il reato di femminicidio significa creare strumenti concreti di contrasto e prevenzione”, ha spiegato.
Catena bipartisan: dalle misure simboliche ai fondi concreti
Oltre al valore simbolico del provvedimento, sono emersi anche impegni pratici: la senatrice M5S Alessandra Maiorino ha fatto approvare due ordini del giorno. Il primo impegna il governo ad aumentare i fondi per i centri antiviolenza, anche per l’accoglienza di vittime minorenni; il secondo mira a rendere più efficiente l’erogazione dei fondi regionali destinati ai centri per la riabilitazione degli uomini maltrattanti.
Valente (PD): “Un passaggio storico per i diritti delle donne”
La senatrice dem Valeria Valente ha definito l’approvazione un “punto di non ritorno”, sottolineando il valore storico dell’introduzione del reato di femminicidio nell’ordinamento italiano. “Dare un nome al fenomeno è un atto politico e culturale, non solo giuridico”, ha affermato.
Attesa ora per il passaggio alla Camera
Con il via libera del Senato, il disegno di legge passa ora all’esame della Camera dei Deputati, dove si attende un iter rapido in virtù del sostegno trasversale già dimostrato. Se approvato senza modifiche, il reato di femminicidio entrerà ufficialmente nel codice penale italiano, sancendo un nuovo strumento per il contrasto alla violenza di genere.
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