di Corinna Pindaro

La 82ª Mostra del Cinema di Venezia si apre con “La grazia” di Paolo Sorrentino. In concorso grandi autori italiani e internazionali, tra cui Guillermo del Toro, Yorgos Lanthimos e Kathryn Bigelow. Superospiti attesi sul red carpet

sorrentinoSarà il nuovo lavoro di Paolo Sorrentino, La grazia, a dare il via alla 82ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 27 agosto al 6 settembre 2025. A dirigere la manifestazione torna Alberto Barbera, con la presidenza della Biennale affidata a Pietrangelo Buttafuoco. Il ruolo di presidente della giuria è stato assegnato al regista americano Alexander Payne, già due volte premio Oscar per la miglior sceneggiatura.

Ampia presenza italiana nella corsa al Leone d’Oro

Oltre a Sorrentino, l’Italia sarà ampiamente rappresentata nella competizione principale, con registi di grande rilievo come Franco Maresco, in gara con Un film fatto per bene, Leonardo Di Costanzo con Elisa, Pietro Marcello con Duse e Gianfranco Rosi, vincitore del Leone d’Oro nel 2013, che presenta il suo nuovo documentario Sotto le nuvole. Una selezione che conferma la vitalità e la varietà del cinema italiano contemporaneo.

Star hollywoodiane e cineasti internazionali illuminano il Lido

Il red carpet veneziano accoglierà una lunga lista di celebrità globali. Julia Roberts farà il suo debutto alla Mostra, affiancata da nomi del calibro di Al Pacino, George Clooney, Jude Law, Adam Sandler, Idris Elba, Christoph Waltz, Tom Waits, Gerard Butler e John Malkovich. Tra i registi più attesi spiccano Guillermo del Toro, che presenta Frankenstein, Kathryn Bigelow con A House of Dynamite e Jim Jarmusch con l’antologico Father Mother Sister Brother. Ritorna anche Yorgos Lanthimos con Bugonia, ancora una volta con Emma Stone, e Park Chan-wook con No Other Choice.

Serie TV protagoniste della nuova edizione

Le produzioni seriali trovano spazio anche quest’anno nella programmazione veneziana. Tra i titoli fuori concorso, spiccano Il mostro di Stefano Sollima, una drammatica rilettura del caso del mostro di Firenze, e Portobello di Marco Bellocchio, che affronta la vicenda giudiziaria legata all’arresto e alla figura di Enzo Tortora. Un segnale della crescente rilevanza delle serie tv nei circuiti del cinema d’autore.

Musica e cinema si incontrano nei documentari d’autore

Quattro documentari musicali arricchiscono la selezione 2025, offrendo uno sguardo tra arte, suono e memoria. Nino. 18 giorni di Toni D’Angelo racconta Morricone, Piero Pelù, rumore dentro di Francesco Fei esplora l’anima rock del cantante, Newport and the Great Folk Dream di Robert Gordon ci riporta al cuore del folk americano, mentre Francesco De Gregori, Nevergreen di Stefano Pistolini riflette sul mito del cantautore.

I film in concorso: tra nuovi linguaggi e grandi ritorni

Tra le opere in concorso figurano titoli internazionali di grande impatto. The Wizard of the Kremlin di Olivier Assayas, Jay Kelly di Noah Baumbach, The Voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania e The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold promettono di portare prospettive originali. Dall’Asia arrivano The Sun Rises on Us All di Cai Shangjun e Girl di Shu Qi. Tra gli altri nomi: Orphan di László Nemes, L’Étranger di François Ozon e The Smashing Machine di Benny Safdie.

Sezione Orizzonti: il cinema che sperimenta

La sezione Orizzonti si apre con Mother di Teona Strugat Mitevska e prosegue con opere provenienti da tutto il mondo. Tra le italiane, Il rapimento di Arabella di Carolina Cavalli e Un anno di scuola di Laura Samani. Da segnalare anche Divine Komedy di Ali Asgari, Hiedra di Ana Cristina Barragán, Songs of Forgotten Trees di Anuparna Roy e Milk Teeth di Mihai Mincan, che esplorano linguaggi visivi innovativi.

Fuori concorso: capolavori e sorprese

Tra i film presentati fuori concorso, spiccano After the Hunt di Luca Guadagnino, Dead Man’s Wire di Gus Van Sant, Orfeo di Virgilio Villoresi e il film di chiusura Chien 51 di Cédric Jimenez. Non mancano i ritorni italiani, con L’isola di Andrea di Antonio Capuano, Il maestro di Andrea Di Stefano e La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli. Venezia continua così a essere il luogo dove il cinema guarda avanti senza dimenticare le sue radici.

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