di Corinna Pindaro

Pechino reagisce con fermezza alla minaccia di dazi del 100% di Trump se Putin non accetta un accordo sull’Ucraina. Xi Jinping rafforza i legami con Mosca, mentre le relazioni USA-Cina tornano a deteriorarsi

pechinoPechino ha risposto con decisione all’ultima provocazione proveniente da Washington. Dopo che Donald Trump ha lanciato un ultimatum a Mosca, minacciando dazi fino al 100% contro i Paesi che mantengono rapporti commerciali con la Russia, la Cina ha duramente criticato la strategia americana, parlando di “coercizione inefficace” e di sanzioni “illegali e unilaterali”.

Secondo il portavoce del ministero degli Esteri cinese, misure di questo tipo non fanno che aggravare il contesto internazionale, colpendo indirettamente anche nazioni come India, Brasile e Turchia. Pechino ribadisce la necessità di creare le condizioni per una soluzione diplomatica al conflitto in Ucraina e incoraggia tutte le parti coinvolte a favorire il dialogo.

Xi rafforza il sostegno a Putin: cooperazione e strategia condivisa

La Cina non intende prendere le distanze da Mosca. Al contrario, il presidente Xi Jinping ha sottolineato l’importanza di un’alleanza strategica sempre più solida tra i due Paesi. Durante un incontro a Pechino con il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, Xi ha ribadito la volontà di “rafforzare il sostegno reciproco” e difendere insieme gli interessi legati alla sicurezza e allo sviluppo.

Xi ha anche lanciato un messaggio più ampio, rivolto ai Paesi emergenti, invitandoli a unirsi per promuovere un ordine internazionale “più giusto ed equo”. Lavrov, dal canto suo, ha confermato che Mosca non si sente isolata e ha escluso l’ipotesi di cedimenti in vista della scadenza fissata da Trump per un possibile accordo di pace.

Agenda geopolitica: Putin atteso in Cina per una visita cruciale

Il viaggio di Lavrov in Cina, ufficialmente legato alla riunione dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ha anche lo scopo di preparare la prossima visita di Vladimir Putin. Il leader del Cremlino è atteso a Tianjin a fine agosto, in concomitanza con l’ultimatum lanciato da Trump.

In seguito, il 3 settembre, Putin sarà a Pechino per partecipare come ospite d’onore alla grande parata militare che celebrerà l’ottantesimo anniversario della fine della Seconda guerra mondiale. Questi eventi sottolineano la crescente sintonia tra Cina e Russia, proprio mentre le tensioni con l’Occidente si acuiscono.

Gli interessi commerciali in gioco: tra dazi e alleanze energetiche

L’equilibrio raggiunto di recente nei rapporti commerciali tra Pechino e Washington appare sempre più precario. Nonostante una tregua fragile, l’ultima mossa di Trump rischia di far saltare ogni progresso. Eppure, secondo alcuni analisti, è improbabile che l’ex presidente voglia davvero sfidare la seconda potenza economica mondiale solo per esercitare pressioni su Mosca.

I legami economici tra Cina e Russia, fortemente consolidati soprattutto nel settore energetico, sono difficili da scardinare. Solo a maggio, Pechino ha importato quasi 10 milioni di tonnellate di greggio russo, oltre il doppio rispetto ai volumi prebellici. Per la Cina, l’accesso a energia a prezzi scontati rappresenta un’opportunità strategica, difficilmente sacrificabile.

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