di Velia Iacovino

 

Se Washington fornirà i mezzi, non sarà disposta a sostenerne anche i costi. In questo, Trump è stato categorico: “Noi non pagheremo nulla. L’Unione Europea se ne farà carico”

usa“La pace attraverso la forza.” Con queste parole, Andriy Yermak, capo dell’Ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha accolto oggi a Kiev il generale in pensione Keith Kellogg, consigliere speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una frase che suona come un’apertura, ma anche come un monito: la diplomazia ucraina sembra pronta ad adattarsi alla nuova dottrina trumpiana, che si muove su binari di pressione militare e deterrenza muscolare.

La visita di Kellogg, tutt’altro che di routine, arriva mentre Trump si prepara ad annunciare un nuovo piano di aiuti militari all’Ucraina, che segna una svolta netta rispetto alla prudenza dimostrata in passato. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, il presidente americano ha deciso di inviare non solo nuovi sistemi di difesa aerea Patriot, ma anche armamenti offensivi avanzati. Il pacchetto potrebbe includere missili a lungo raggio capaci di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo, incluso Mosca.

“Non possiamo più limitarci a difendere,” avrebbe confidato Trump ai suoi consiglieri. “È tempo di mostrare che l’America guida, ma non paga da sola.” Il cambio di tono ha radici precise. Durante una conversazione telefonica avvenuta il 3 luglio, Vladimir Putin avrebbe comunicato a Trump l’intenzione di lanciare una nuova offensiva nell’Ucraina orientale entro i prossimi sessanta giorni, con l’obiettivo — parole sue — di “prendersi tutto”. La reazione americana è stata immediata.

In un’intervista rilasciata nelle ultime ore, Trump ha chiarito il suo punto di vista senza lasciare spazio a dubbi:“Putin? -ha dettoo- Gentile al telefono, ma poi la sera bombarda tutti.” Una frase tagliente, che fotografa perfettamente la nuova convinzione del presidente: la Russia non rispetta la diplomazia se non è accompagnata dalla minaccia concreta della forza.

Patriot a Kiev, ma il conto lo paga l’Europa

Ma se Washington fornirà i mezzi, non sarà disposta a sostenerne anche i costi. In questo, Trump è stato categorico: “Noi non pagheremo nulla. L’Unione Europea si farà carico dei costi.” Una dichiarazione che arriva alla vigilia del suo incontro con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il vertice a Washington potrebbe ridefinire l’intero assetto del sostegno occidentale all’Ucraina, spingendo gli alleati europei a un maggiore contributo finanziario. Nel frattempo, da Kiev, Zelensky prepara il terreno. Il presidente ucraino ha dichiarato:“Durante l’incontro con i nostri militari e il ministro della Difesa, abbiamo discusso della visita di Kellogg. Le informazioni che forniremo agli Stati Uniti saranno esaustive. Contiamo sul pieno riconoscimento di ciò che si può fare per costringere la Russia alla pace.” L’Ucraina si aspetta non solo armi, ma una strategia condivisa, una visione politica forte che possa cambiare il corso del conflitto.

Droni, missili e la guerra che continua

Sul campo, intanto, la guerra non conosce pause. Nella notte tra il 13 e il 14 luglio, la Russia ha abbattuto undici droni ucraini in diverse regioni, inclusa la Crimea occupata e il Mar Nero. Se da parte ucraina si registra un rallentamento degli attacchi, Mosca ha intensificato le operazioni con ondate di droni e missili. Il conflitto resta asimmetrico, ma il ritmo delle ostilità è in aumento.Anche l’Europa si prepara a un nuovo scenario. Il presidente francese Emmanuel Macron, parlando alla vigilia della Festa della Bastiglia, ha annunciato una misura significativa: “Raddoppieremo il nostro bilancio della difesa entro il 2027. Gli europei devono ormai garantire la propria sicurezza.” Parole che segnano una presa di coscienza: l’ombrello americano, se ancora esiste, non è più gratuito.

L’articolo Trump si prepara ad annunciare un piano di invio massiccio di armi a Kiev. Sarà l’Europa a pagarle proviene da Associated Medias.