di Carlo Longo
Donald Trump annuncia l’invio di sistemi Patriot all’Ucraina tramite la Nato. Lavrov parla di una “nuova idea” per la pace, mentre Zelensky sollecita azioni concrete dopo la Conferenza di Roma
La conferma è arrivata nella notte: gli Stati Uniti forniranno sistemi di difesa aerea Patriot all’Ucraina, ma lo faranno indirettamente, tramite la Nato. A comunicarlo è stato Donald Trump, parlando con NBC News: «Manderemo sistemi Patriot all’Alleanza Atlantica, poi sarà la Nato a distribuirli».
Secondo l’ex presidente USA, i costi dell’operazione saranno coperti interamente dai Paesi membri: «Saranno loro a pagare il 100%». Tra gli Stati coinvolti Germania e Norvegia, entrambe già disponibili all’acquisto di batterie da destinare a Kiev. Volodymyr Zelensky ha confermato la necessità di almeno dieci sistemi Patriot, con Berlino pronta a finanziare due batterie e Oslo una.
La “nuova idea” di Mosca: Lavrov resta vago
A margine di un incontro a Kuala Lumpur con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato di una possibile svolta: «C’è una nuova idea per sbloccare la trattativa di pace». Alla richiesta di dettagli, Lavrov ha risposto ironicamente: «Non ve lo dirò. Non vogliamo fare una piccola sorpresa?», citando sarcasticamente Trump.
Il clima resta comunque teso, specialmente dopo le dichiarazioni di Emmanuel Macron, che non ha escluso l’ipotesi di invio di truppe europee in Ucraina. Il Cremlino ha subito reagito: «Lo schieramento di forze straniere vicino ai nostri confini è inaccettabile», ha detto Dmitry Peskov, portavoce di Putin.
Rubio: «Proposta interessante, ma non rivoluzionaria»
Marco Rubio ha confermato il colloquio con Lavrov, definendo l’idea russa come «un concetto diverso, non una svolta». Secondo il senatore americano, la proposta potrebbe «non portare subito alla pace, ma aprire un possibile percorso». Un primo passo, quindi, ma ancora lontano da una soluzione definitiva.
Putin resta fermo sulle sue posizioni
Lavrov ha ribadito che la nuova proposta non implica un cambio di rotta per il Cremlino. La linea tracciata da Vladimir Putin, specialmente durante il recente colloquio con Trump, resta invariata: nessuna rinuncia agli obiettivi strategici della Russia in Ucraina. Resta da vedere se e come questa “nuova idea” potrà conciliarsi con la posizione ufficiale di Mosca.
Zelensky: «Agire subito su difesa e sanzioni»
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenuto alla Conferenza per l’Ucraina di Roma, ha lanciato un appello ai partner occidentali. In un post su X ha scritto: «È fondamentale attuare il prima possibile tutto ciò che abbiamo concordato. L’Ucraina ha bisogno di protezione, soprattutto di difesa aerea. Abbiamo ricevuto segnali positivi, ma servono azioni concrete».
Zelensky ha chiesto anche un rafforzamento delle sanzioni contro Mosca: «Ci aspettiamo un nuovo pacchetto di sanzioni. Tutto ciò che può esercitare pressione sulla Russia deve essere attuato subito».
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