di Corinna Pindaro

Francia e Regno Unito rilanciano il ruolo europeo nella sicurezza dell’Ucraina con una nuova Coalizione dei Volenterosi. Dettagli su obiettivi, strategia militare e implicazioni geopolitiche

volenterosiLa Coalizione dei Volenterosi, data da molti per superata dopo l’apparente disinteresse dell’ex presidente Trump, riemerge con forza come strumento chiave per la protezione del futuro ucraino. A guidare questa rinnovata iniziativa sono Francia e Regno Unito, che, in occasione della visita ufficiale del presidente Emmanuel Macron a Londra, hanno confermato l’impegno congiunto per la difesa europea. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha definito l’annuncio «una giornata storica», sottolineando il ritorno del protagonismo anglo-francese nel panorama della sicurezza continentale.

Parigi e Londra in prima linea nella difesa dell’Europa

Mentre a Roma prende forma la conferenza internazionale per la ricostruzione post-bellica dell’Ucraina, Londra e Parigi ufficializzano il loro ruolo guida nel nuovo assetto difensivo europeo. Il piano, reso operativo attraverso una videoconferenza con la partecipazione di circa trenta Paesi — inclusi Ucraina, Italia, Australia e Canada — rappresenta una svolta significativa. La novità più rilevante è la presenza americana, con rappresentanti della futura amministrazione Trump a sottolineare una possibile apertura di Washington.

Obiettivi strategici: terra, cielo e mare

Il piano operativo della Coalizione si concentra su tre aree chiave: ricostruzione delle forze di terra ucraine con supporto logistico e militare, protezione dello spazio aereo tramite caccia alleati in paesi confinanti, e sicurezza del Mar Nero attraverso operazioni di sminamento e pattugliamento. A questi si aggiunge una nuova ondata di sanzioni contro le petroliere russe “fantasma” e un ulteriore pacchetto di 40 miliardi di euro in aiuti militari destinati a Kiev.

Una forza multinazionale con quartier generali in rotazione

Il comando centrale della Coalizione sarà ospitato a rotazione tra Parigi e Londra ogni 12 mesi, mentre una base operativa sarà attiva anche a Kiev sotto supervisione britannica. In totale, circa 200 delegati da una trentina di Paesi contribuiranno al coordinamento strategico. Sebbene le truppe terrestri restino per ora in attesa di approvazione, il clima politico in evoluzione potrebbe presto portare a una loro attivazione.

Una risposta europea anche senza Washington

Con l’incertezza sulla posizione definitiva degli Stati Uniti, Parigi e Londra si preparano a ogni eventualità. A tal fine, è stato annunciato il rafforzamento della forza congiunta “Combined Joint Expeditionary Force”, che passerà da 20.000 a 50.000 effettivi, pronti all’impiego anche in Ucraina se necessario. L’Italia, pur restando cauta sull’invio di truppe senza mandato internazionale, è pronta a contribuire con missioni di difesa aerea e sorveglianza nel Mar Nero.

Verso una dottrina nucleare europea autonoma

Uno degli annunci più significativi riguarda l’evoluzione della strategia nucleare. Francia e Regno Unito, unici due membri UE con armamento nucleare e seggi permanenti al Consiglio di Sicurezza ONU, hanno avviato un coordinamento per un uso autonomo del deterrente in caso di minacce estreme, in particolare da parte della Russia. Macron ha messo in guardia sull’inasprimento della postura militare di Mosca, che ormai destina il 40% del proprio bilancio alla guerra: «La sicurezza del continente dipende dalla nostra prontezza».

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