di Corinna Pindaro

A Roma si riunisce il vertice per la ricostruzione dell’Ucraina. Meloni: “Ogni campanile ricostruito sarà un pezzo d’Europa”. Zelensky chiede armi e fondi per fermare Mosca

ucraina meloniIl cuore politico dell’Europa ha battuto forte a Roma, dove si è aperta la quarta edizione della Conferenza sulla Ripresa dell’Ucraina. L’iniziativa, voluta dal governo italiano, si è aperta con le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Abbiamo scelto Roma per lanciare un messaggio chiaro: l’Ucraina non è sola”. A dare ulteriore peso all’incontro, la presenza della premier Giorgia Meloni e del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, accompagnato dalla moglie Olena.

Nel suo intervento d’apertura, Meloni ha espresso con fermezza la necessità di guardare oltre i tre anni di guerra: “Ognuno di noi può contribuire a costruire un’Ucraina nuova, libera e prospera”, ha detto. E ha sottolineato come il tentativo russo di piegare Kiev con terrore e privazioni sia fallito grazie alla resilienza del popolo ucraino e alla solidarietà internazionale. Per la premier, il futuro passa anche dall’economia: “Ricostruire ogni chiesa, ogni città, sarà anche un modo per ricostruire l’identità europea”.

Zelensky: “Serve un piano industriale per fermare Putin”

Il presidente ucraino, accolto con calore dai leader europei, ha colto l’occasione per lanciare un appello diretto: “Non possiamo permetterci di restare senza sistemi d’arma, senza droni, senza investimenti industriali”. Zelensky ha ribadito che la narrazione di un possibile cessate il fuoco da parte del Cremlino era solo un’operazione di propaganda. “Lo abbiamo detto sin dall’inizio: la Russia non vuole la pace, serve pressione per fermarla”.

Ha quindi invitato imprenditori e investitori a lavorare al fianco del governo ucraino per creare una nuova infrastruttura industriale, paragonando il progetto a un moderno “Piano Marshall”. Secondo il presidente, la ricostruzione non è solo una necessità umanitaria, ma anche una grande opportunità economica per le aziende europee.

Una platea europea di alto profilo

La Conferenza ha visto una partecipazione ben più ampia del previsto. Presenti a Roma i massimi vertici dell’Unione europea: Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, e leader di vari Paesi, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier spagnolo Pedro Sánchez, il polacco Donald Tusk, il greco Kyriakos Mitsotakis e l’albanese Edi Rama. Il premier olandese uscente Dick Schoof ha completato il quadro delle presenze.

Una sessione speciale è stata riservata al collegamento virtuale con il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. Proprio il Regno Unito, insieme all’Italia, ospita il coordinamento della cosiddetta “Coalizione dei Volenterosi”, che lavora per garantire supporto militare e finanziario a Kiev.

Segnali di disgelo dagli Stati Uniti

Durante la giornata si è registrato anche un importante segnale da parte degli Stati Uniti. Keith Kellogg, rappresentante dell’amministrazione Trump, ha partecipato alla sessione collegata alla Coalizione, indicando un possibile cambio di approccio della Casa Bianca. Dopo settimane di tensione, Washington avrebbe già ripreso le forniture di armi congelate, tra cui munizioni da 155 mm e missili Gmlrs.

“Parlerò oggi con i partner per ottenere nuovi fondi e armi difensive – ha dichiarato Zelensky – il sostegno americano resta cruciale”. Le recenti dichiarazioni di Trump, che ha preso pubblicamente le distanze dalla retorica putiniana, lasciano aperta una finestra di cooperazione più ampia con Kiev.

Il nuovo Fondo UE per la ricostruzione

Uno degli annunci più significativi è arrivato dalla presidente von der Leyen. Nonostante il voto di sfiducia in corso contro di lei all’Europarlamento, ha scelto di essere presente a Roma per presentare il “Fondo europeo per la ricostruzione dell’Ucraina”. Il nuovo strumento finanziario, sostenuto da Italia, Francia, Germania, Polonia e dalla Banca europea per gli investimenti, sarà il più grande fondo di equity mai creato a livello globale per sostenere la rinascita di un Paese postbellico.

L’obiettivo è garantire sostegno almeno fino al 2028, integrando il prossimo bilancio comunitario e favorendo l’apporto decisivo del settore privato. “Sarà un impegno collettivo, anche economico, che restituirà all’Europa un’Ucraina forte e moderna”, ha affermato von der Leyen.

Alta partecipazione, ma accoglienza caotica

La conferenza, ospitata all’Eur nella “Nuvola” di Fuksas, ha registrato oltre 5.000 partecipanti, 100 delegazioni governative e 2.000 aziende. Tuttavia, l’organizzazione è stata criticata per i disagi all’ingresso: molti delegati hanno dovuto attendere ore sotto il sole per ritirare i pass di accesso.

Nonostante l’intoppo, il governo italiano ha mostrato coesione: quasi tutti i ministri del governo Meloni partecipano attivamente alla due giorni, guidando tavoli tematici dedicati alla sanità, alla ricostruzione infrastrutturale, alla sicurezza energetica e alla governance digitale.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina: Meloni e Zelensky chiamano l’Europa all’azione proviene da Associated Medias.