di Corinna Pindaro
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di Roberto Benigni: la vendita del 100% delle quote non costituisce una cessione d’azienda e non genera tassazione maggiorata. Annullato l’avviso dell’Agenzia delle Entrate
Con una decisione depositata il 7 luglio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Roberto Benigni e dalla moglie Nicoletta Braschi, stabilendo che l’operazione di acquisto dell’intero pacchetto azionario di una società immobiliare non può essere considerata come una cessione d’azienda. La società in questione, Immobiliare Antoniniana Srl, era stata venduta al 100% da Scipio Srl – in fase di liquidazione – al celebre regista e all’attrice. Ma secondo la Cassazione, anche se l’intero capitale sociale è stato trasferito, l’oggetto dell’operazione resta una compravendita di quote e non di azienda.
Quote sociali e imposte: cosa cambia ai fini fiscali
Questa differenza tecnica, apparentemente marginale, ha avuto un peso determinante in ambito tributario. Secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, la cessione totale delle quote avrebbe dovuto essere tassata con un’imposta proporzionale del 3%, come se si trattasse di un passaggio di azienda vera e propria. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che si tratta di due operazioni giuridiche distinte, regolamentate da norme diverse. Di conseguenza, la compravendita di quote è soggetta all’imposta fissa di registro, molto più contenuta rispetto all’aliquota proporzionale richiesta dal Fisco.
L’avviso dell’Agenzia delle Entrate è nullo: Benigni non deve nulla
La decisione della Cassazione, come riportato da Il Sole 24 Ore, ha avuto effetti immediati sul piano pratico: l’avviso di accertamento fiscale inviato a Benigni è stato annullato completamente. L’attore e regista, già premio Oscar, non dovrà versare alcuna somma al Fisco per questa operazione societaria. La Suprema Corte ha scelto di pronunciarsi direttamente sul merito della vicenda, confermando un principio giuridico ormai consolidato: il trasferimento dell’intero pacchetto di partecipazioni sociali non equivale in alcun modo a una cessione d’azienda.
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