di Emilia Morelli
Tommaso Foti critica il Green Deal europeo e chiede un cambio di rotta. “L’Europa rischia la deindustrializzazione, servono meno burocrazia e costi energetici più competitivi”, dice al Forum in Masseria di Bruno Vespa
Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, non usa mezzi termini. Intervenendo al “Forum in Masseria” organizzato da Bruno Vespa a Manduria, ha denunciato apertamente gli effetti negativi delle politiche ambientali promosse dall’Unione Europea. “Il Green Deal, così com’è stato concepito, non ha dato i risultati sperati”, ha dichiarato, sottolineando come le imprese europee siano sempre più penalizzate nella competizione globale.
“Non possiamo permetterci di partire in svantaggio”
Per Foti, il punto centrale è la competitività. “Le aziende del nostro continente devono confrontarsi con concorrenti internazionali che non operano sotto le stesse regole e restrizioni. Non è accettabile — spiega — che le nostre imprese partano con chilometri di ritardo”. Il riferimento è ai vincoli ambientali e normativi che, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, stanno ostacolando la capacità produttiva e l’attrattività dell’industria europea.
Il settore auto nel mirino: “Tredici milioni di famiglie a rischio”
Foti si inserisce nel solco dell’iniziativa lanciata dalla premier Giorgia Meloni, che, insieme a Francia e Germania, intende inviare una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Il tema è la difesa della competitività industriale, con un focus sull’automotive. “Parliamo di un comparto che dà lavoro a 13 milioni di famiglie. E non possiamo ignorare l’impatto sull’intero indotto produttivo europeo”, ha sottolineato.
Il rischio, secondo Foti, è che si continui a dibattere di princìpi astratti invece di affrontare concretamente i problemi reali. “Discutere all’infinito di teorie affascinanti può essere utile per i convegni, ma porta al disastro se non si traduce in misure efficaci”, ha affermato con tono critico.
Energia e burocrazia: gli ostacoli alla competitività
Tra le cause che stanno minando la solidità industriale del continente, Foti cita due nodi cruciali: il costo dell’energia e l’eccesso di burocrazia. “Le nostre imprese sono fuori mercato per via di bollette troppo care e una giungla normativa che soffoca ogni iniziativa imprenditoriale”, ha spiegato. Secondo il parlamentare, se l’Europa vuole tornare a essere competitiva, deve alleggerire il carico burocratico e ridurre il prezzo dell’energia per il tessuto produttivo.
Meloni al lavoro su un patto industriale con Francia e Germania
In merito al possibile “patto a tre” promosso dalla premier italiana con i governi di Berlino e Parigi, Foti si è mostrato prudente ma favorevole: “I capi di governo conoscono meglio di me le tempistiche e le condizioni per sostenere un’iniziativa simile. Ma è chiaro che serve una posizione forte e unitaria, capace di imprimere un cambiamento netto”.
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