di Corinna Pindaro

Paco Salazar lascia tutti gli incarichi dopo accuse di molestie e abuso di potere. Il premier Sánchez, già in difficoltà per casi di corruzione, esclude le dimissioni ma chiede scusa al partito e agli elettori

salazarIl Partito Socialista spagnolo è nuovamente travolto dalle polemiche. Paco Salazar, fino a poche ore fa vice segretario dell’Organizzazione del PSOE e membro del team della presidenza del governo, ha rassegnato le dimissioni da tutti i suoi incarichi dopo che diverse colleghe lo hanno accusato di comportamenti inappropriati.

Secondo quanto riportato dal portale elDiario.es, le testimonianze descrivono episodi che configurerebbero molestie sessuali e abuso di potere. A seguito delle rivelazioni, Salazar ha personalmente chiesto che venisse avviata un’indagine interna e ha domandato la sua rimozione dalla direzione esecutiva del partito.

Moncloa: scatta il protocollo, ma nessuna denuncia formale

La presidenza del governo, attraverso una nota ufficiale citata da El País, ha fatto sapere di aver avviato le procedure previste dal protocollo per casi di molestie a sfondo sessuale. Tuttavia, si precisa che finora nessun dipendente del palazzo della Moncloa ha sporto denuncia o segnalato comportamenti offensivi, intimidatori o degradanti direttamente riconducibili a Salazar.

L’ormai ex dirigente socialista ricopriva il ruolo di direttore del dipartimento Analisi e Studi nel gabinetto della presidenza del governo. Le sue dimissioni rappresentano un ulteriore colpo per il partito in un momento già segnato da inchieste giudiziarie e crescenti tensioni interne.

Sánchez non molla: “Affronteremo e supereremo anche questa crisi”

La situazione mette in ulteriore difficoltà il primo ministro Pedro Sánchez, già al centro di critiche per una serie di scandali legati alla corruzione che coinvolgono ex esponenti vicini a lui. Durante una riunione tesa e ritardata del comitato federale del PSOE, convocata nella sede centrale di Madrid e segnata dalle dimissioni di Salazar, Sánchez ha però escluso ogni ipotesi di abbandono.

“Mi presento con il cuore pesante ma la determinazione intatta”, ha dichiarato il premier. “Non ci tireremo indietro, prenderemo in mano la situazione come abbiamo sempre fatto. La corruzione verrà sconfitta, dentro e fuori dal partito”.

Promesse di rigore, ma l’opposizione incalza

Mentre Sánchez cerca di blindare la leadership e rassicurare base ed elettorato, cresce la pressione anche fuori dai confini del PSOE. Le opposizioni, a cominciare dall’ultradestra di Vox, approfittano del momento per chiedere le dimissioni del premier e tornare a parlare di “crisi morale e politica della sinistra spagnola”.

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