di Mario Tosetti

La Russia dichiara il pieno controllo della regione ucraina di Lugansk, tre anni dopo l’invasione del 2022. Kiev rifiuta l’annessione, mentre il conflitto si intensifica

ucrainaA tre anni dall’inizio dell’offensiva militare contro l’Ucraina, la Russia ha annunciato di aver assunto il pieno controllo dell’intera regione di Lugansk, nel settore orientale del Paese. La dichiarazione arriva da Leonid Pasechnik, figura sostenuta da Mosca e a capo della cosiddetta Repubblica Popolare di Lugansk, che ha annunciato in diretta sulla televisione di stato russa: «Il nostro territorio è completamente liberato, al cento per cento».

L’annuncio rappresenta un punto simbolico nella guerra avviata da Mosca nel febbraio 2022, quando il presidente Vladimir Putin ordinò l’ingresso delle truppe in Ucraina. Tuttavia, non sono giunte conferme ufficiali dal Ministero della Difesa russo, né commenti da parte delle autorità ucraine.

Una regione contesa da oltre un decennio

Lugansk, che si estende per circa 26.700 chilometri quadrati, è diventata la prima regione a passare totalmente sotto il controllo russo da quando la Crimea fu annessa nel 2014. Insieme alla vicina Donetsk, la regione rappresenta il cuore del conflitto che infuria dal 2014, quando le tensioni esplosero in seguito alla caduta del governo filo-russo a Kiev durante la Rivoluzione di Maidan.

Successivamente, gruppi separatisti sostenuti militarmente dalla Russia hanno ingaggiato battaglie con le forze armate ucraine, dando origine a un conflitto armato che si è trasformato in un confronto diretto tra Kiev e Mosca.

L’annessione del 2022 e il rifiuto internazionale

Nel settembre 2022, la Russia ha dichiarato formalmente l’annessione di Lugansk, insieme ad altre regioni ucraine parzialmente controllate: Donetsk, Zaporizhia e Cherson. La mossa è stata rigettata dalla comunità internazionale, che l’ha definita illegale. Le Nazioni Unite, l’Unione Europea e la maggior parte dei Paesi occidentali continuano a riconoscere questi territori come parte integrante dell’Ucraina.

L’Ucraina, da parte sua, ha ribadito più volte che non riconoscerà mai la sovranità russa su queste aree e ha accusato il Cremlino di violare il diritto internazionale.

Lugansk nella storia: tra Russia zarista e Unione Sovietica

La regione di Lugansk ha una storia complessa di appartenenza politica. Originariamente parte dell’Impero zarista, passò sotto il controllo dell’Armata Rossa nel 1920, diventando poi parte della Repubblica Socialista Sovietica Ucraina nel 1922, all’interno dell’URSS. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, Lugansk divenne ufficialmente parte dell’Ucraina indipendente, ma le sue tensioni identitarie e linguistiche l’hanno resa un territorio instabile.

Il controllo attuale della Russia su Lugansk fa parte di una più ampia occupazione del 19% del territorio ucraino riconosciuto a livello internazionale, comprendente ampie porzioni di Donetsk, Zaporizhia, Cherson e porzioni minori di Kharkiv, Sumy e Dnipropetrovsk.

Prospettive future: una guerra ancora lontana dalla fine

L’annuncio russo non cambia la posizione di Kiev né quella delle potenze occidentali. Il governo ucraino insiste sul principio dell’integrità territoriale e sulla riconquista di tutti i territori occupati. La guerra, dunque, continua. Il controllo su Lugansk segna un nuovo capitolo in un conflitto che si è ormai cronicizzato, con risvolti geopolitici, militari e umanitari che investono l’intero scenario euroasiatico.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Lugansk sotto controllo della Russia: Mosca annuncia la conquista completa della regione ucraina proviene da Associated Medias.