di Carlo Longo
XGEN Venture SGR, fondata da Federica Draghi, chiude il 2024 con oltre 1,1 milioni di euro di utile e una raccolta fondi record da 174 milioni, investendo in startup innovative del settore medico
Federica Draghi, figlia dell’ex premier Mario Draghi, ha conquistato un traguardo che al padre, pur protagonista dell’alta finanza europea, non era mai toccato: diventare imprenditrice e manager di successo. La sua società XGEN Venture SGR S.p.A, creata insieme a Paolo Fondarò e Thimoty Daniele Scarinci, ha infatti chiuso il bilancio 2024 con risultati eccellenti, registrando per la prima volta un utile netto a sette cifre.
Il bilancio depositato mostra profitti per 1.122.389 euro, quasi il doppio rispetto ai 628.708 euro del 2023. Le commissioni nette incassate sono cresciute sensibilmente, raggiungendo quota 4.185.725 euro, in netto aumento rispetto ai 2,9 milioni dell’anno precedente.
Fondi biotech e startup innovative: il cuore della strategia di XGEN
La chiave del successo risiede nella capacità di raccogliere capitali in un settore ad alta specializzazione. Il 6 dicembre 2024 è stato formalizzato il closing dei due fondi di investimento alternativi (FIA) lanciati dalla SGR. Il fondo principale, XGEN Venture Life Science Fund, e il fondo parallelo hanno chiuso la raccolta rispettivamente a 174,2 milioni di euro e 2,8 milioni.
Rispetto all’anno precedente, in cui il fondo principale aveva totalizzato 146,5 milioni di euro, l’incremento è significativo. I fondi sono destinati a sostenere startup e PMI innovative, molte delle quali italiane, impegnate nella ricerca su terapie sperimentali, farmaci, dispositivi medici e strumenti diagnostici.
Nel 2024 il fondo principale ha concretizzato quattro investimenti iniziali: nelle aziende TES Pharma Srl, Genespire Srl, Protembis GmbH e iOnctura BV, tutte attive nel settore delle scienze della vita.
Una governance solida: la struttura societaria e i compensi ai manager
La XGEN Venture SGR è controllata interamente dalla società veicolo XGEN Partners, partecipata in modo paritetico dai tre fondatori. Il modello di governance si è dimostrato efficiente anche dal punto di vista economico: i compensi complessivi per i soci-manager nel 2024 hanno superato il milione di euro. In particolare, 200 mila euro sono stati erogati dalla holding di controllo e 904 mila euro direttamente dalla SGR operativa.
Un dettaglio curioso del bilancio riguarda il credito fiscale vantato dalla capogruppo nei confronti del Ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti: 54.251 euro di tasse versate in eccesso, che verranno compensate nel 2025.
Prospettive positive per il 2025: la crescita non si arresta
L’ottimo bilancio e l’appetito degli investitori per il biotech fanno ben sperare per l’anno in corso. Se i trend di crescita dovessero proseguire, la SGR guidata da Federica Draghi potrebbe consolidare il proprio ruolo tra i principali attori italiani nel venture capital dedicato alla salute e all’innovazione scientifica.
Una scommessa vinta, insomma, quella della primogenita dell’ex presidente della BCE, che ha saputo costruire un progetto imprenditoriale indipendente, con risultati concreti in un comparto strategico e in continua espansione.
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