di Carlo Longo

Per il secondo anno consecutivo in Islanda non sarà uccisa nessuna balena. Le ultime due compagnie rinunciano alla caccia: crisi economica e calo della domanda. Ambientalisti esultano, ma chiedono il bando totale

baleneNel 2025 nessun cetaceo verrà ucciso nelle acque islandesi. Una notizia storica che potrebbe segnare la fine definitiva della caccia commerciale alle balene in Islanda, secondo attivisti e organizzazioni ambientaliste che da anni si battono per fermare questa pratica. A rendere ufficiale la notizia è stata la decisione congiunta delle ultime due compagnie ancora operative nel settore, che hanno deciso di fermare le attività, ciascuna per motivazioni diverse ma convergenti.

La rinuncia di Hvalur: troppo costoso continuare

Il primo passo è arrivato dalla Hvalur Hf, storica azienda islandese leader nella caccia ai cetacei. Il suo amministratore delegato, Kristján Loftsson, ha annunciato lo stop volontario delle operazioni per tutto il 2025. La decisione, sebbene non dettata da motivazioni etiche, riflette una profonda trasformazione del mercato: la domanda di carne di balena da parte del Giappone – principale importatore – è crollata, e le difficoltà logistiche tra trasporto, conservazione e distribuzione rendono il settore sempre meno sostenibile economicamente.

 Anche la seconda compagnia dice addio: venduta l’ultima baleniera

Ancora più significativo è il gesto della seconda compagnia islandese con licenza di caccia commerciale: ha scelto di vendere la propria nave baleniera, rinunciando di fatto a qualsiasi possibilità futura di operare nel settore. Per la Paul Watson Foundation, questo è il segnale del “collasso definitivo” dell’industria baleniera in Islanda.

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