di Redazione
Dalla cattedra alla Presidenza del Consiglio, passando per le prime pagine delle vignette satiriche: il ritratto ironico e monumentale di un uomo delle istituzioni che ha lasciato un’impronta profonda nella storia repubblicana.
di Fabrizio Tomada
In questi giorni si ricordano i cento anni dalla nascita (21 giugno 1925) Ieri al Senato alla presenza del PdR Mattarella
E si si scrive di quel personaggio della politica del giornalismo dell’università che è stato Giovanni Spadolini. Professore alla Cesare Alfieri di Firenze senza mai essere assistente, Direttore di giornale senza avere mai trascorso un minuto in una redazione. Senatore eletto a Milano.
Nelle file del PRI per diventarne segretario.
E Ministro e ancora Presidente del Consiglio e Presidente del Senato …financo a guardare al più alto Colle della Repubblica ma, inutile negare i fatti o girarvi intorno con miseri arzigogoli ci fu qualcuno nelle file di quel partito al quale fu sempre fedele, che non lo appoggiò! Ma questa è storia passata.
In queste giornate si ricorda l’uomo delle istituzioni, severo ed instancabile professoredirettorepolitico monumentale, napoleonico, richiamando quel suo tratto un po’ più leggero (nulla a che vedere con la sua stazza) ma per il suo modo di affrontare la satira, il disegno la vignetta che spesso sempre più spesso la ritraeva in diverse occasioni in diversi contesti.
E quanto si divertiva nel vedere pubblicata sulla prima pagina un disegno di Passepartout vignettista del Messaggero di Roma . O uno schizzo di Giannelli, toscano come lui O un disegno di Forattini
E tanti erano i quotidiani di allora che riprendevano Giovanni Spadolini in diverse figure, vestito da papa…”il papa laico – come venne chiamato quando da primo presidente del Consiglio quella definizione era volta a significare “quella sua forte identità laica quel suo ruolo allora come guida all’interno della politica italiana “ fino ad allora segnata da una matrice cattolica!
E ogni tratto di matita ogni vignetta erano sempre ispirati dalla realtà.
Ecco Spadolini Ministro della Difesa con in braccio i soldati rientrati dal Libano che dice a Pertini con la pipa in mano “…te li ho riportati tutti…”
O da Giannelli toscano come lui, che disegna un Mazzini che rimbrotta Spadolini e gli dice “Giovanni dagli una lezione di storia” …vista l’ignoranza per la storia del Risorgimento.
Quella satira, quei tratti di matita che Giovanni Spadolini, associando le caricature, le vignette che lo raffigurava come un uomo corpulento, spesso con tratti esagerati aveva fatto sì che per lui quei disegni lo rendessero pantagruelicamente ancora più popolare di quanto si poteva immaginare che fosse. E va detto: nonostante le iniziali perplessità, Spadolini stabilì un’amicizia con i tanti artisti della satira con la matita arrivando a chiedergli i disegni originali. Richiesta che si complicava quando Spadolini disegnato insieme ad altri personaggi, come il Presidente della Repubblica Sandro Pertini o l’allora presidente del Consiglio Bettino Craxi…
E già : tutti volevano l’originale e a quel punto agli artisti non restava che ridisegnare un secondo originale. Cosa non semplice.
Ma questo vedersi ritratto da puttino, sempre riccioluto corpulento sì, ma con una espressione fanciullesca guardando le dimensioni che gli attribuiva per esempio Forattini e non solo,ci fa capire come Spadolini abbia saputo accettare la satira. Anche quella che lo riguardava in modo diretto Gli piaceva il tratto disegnato da Passepartout sul Messaggero che talvolta pur raffigurandolo in satira non gli causò mai alcun imbarazzo sulla sua immagine pubblica. E direi il contrario
Tant’è che Spadolini divenne un ammiratore di coloro che lo ritraevano con originalità e fantasia apprezzandone l’ironia
Ed oggi dove sta questa raccolta questa Spadolineide ?Lassù al Pian dei Giullari a Firenze alla Fondazione Spadolini – Nuova Antologia, custode di quell’imponente lascito culturale (una biblioteca di oltre 100.000 volumi) in quella casa che Spadolini volle chiamare la casa dei libri
E quei disegni ,quelle vignette ci riportano indietro negli anni e ci consegnano un Giovanni Spadolini che ha lasciato un impronta duratura nella storia politica e culturale del nostro paese.
La sua determinazione, la sua disciplina, il rispetto e l’umiltà istituzionale hanno segnato un’epoca nella politica italiana.
E anche se non raggiunse l’apice del “successo politico”, come Presidente della Repubblica, la sua statura morale e le sue capacità politiche rimangono una parte indelebile della memoria politica di questo Paese.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Giovanni Spadolini, cent’anni dopo: il professore che fu anche statista e icona della satira proviene da Associated Medias.

