di Redazione

Nel cuore della crisi senza precedenti tra Israele e Iran, Emirato e Arabia Saudita hanno scelto la moderazione, chiedendo alla comunità internazionale di sostenere la stabilità regionale come bene globale.

di  Nidal Shoukeir
Professore di Comunicazione Stategica e Relazioni Governative

Oggi, il sentimento pubblico in tutto il Golfo riflette una profonda preoccupazione per il potenziale crollo della stabilità in questa regione delicata e strategica. La popolazione del Golfo è chiaramente costernata – non per le sofferenze dell’Iran, né per una potenziale vittoria militare israeliana – ma per l’incombente pericolo di caos regionale. Il desiderio collettivo è semplice ma profondo: pace e stabilità prima di tutto.
Per questo motivo, spetta alla comunità internazionale – in particolare agli Stati Uniti – sostenere il Golfo nel mantenimento della calma regionale. Qualsiasi violazione della sicurezza in questa regione avrebbe gravi ripercussioni sulla stabilità globale. L’importanza del Golfo non si limita più al suo valore economico; è diventato un pilastro globale dell’equilibrio politico e strategico. Ampie aree della regione rappresentano ora modelli promettenti di governance moderna basata sulla moderazione, il dialogo e il rispetto della sovranità nazionale.
Il Golfo e il Medio Oriente in generale hanno bisogno, ora più che mai, di percorsi alternativi, che si discostino dai cicli distruttivi di guerra e crisi. Come ha giustamente affermato lo sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti:
“Il Medio Oriente ha bisogno di saggezza, di una nuova visione e di dialogo per raggiungere una pace che soddisfi le aspirazioni dei popoli della regione”.
Questa visione descrive perfettamente la rotta che i paesi del Golfo stanno attualmente tracciando: un processo decisionale razionale, approcci equilibrati e un impegno autentico per costruire una pace sostenibile, non una fragile calma dettata da effimere dinamiche di potere.
In effetti, la regione sta attraversando una prova decisiva.
E in questa prova, gli stati del Golfo si stanno dimostrando all’altezza della responsabilità, dimostrando di essere diventati davvero il pilastro della sicurezza regionale e della stabilità globale.
Ora immaginate, per un attimo, se l’Iran avesse dimostrato anche solo una minima parte di quella stessa responsabilità, o avesse dato ascolto ai saggi consigli dei suoi vicini del Golfo.
La regione sarebbe ancora intrappolata nell’attuale crisi?

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