di Corinna Pindaro
Dal Forum economico di San Pietroburgo, Vladimir Putin affronta i temi caldi dell’attualità internazionale: guerra in Ucraina, crisi in Medio Oriente e timori di una recessione economica in Russia
Durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato dichiarazioni significative sul conflitto in Ucraina. In particolare, ha affermato che la Russia non persegue l’obiettivo esplicito di occupare la città di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina, pur non escludendo che ciò possa accadere in futuro.
Putin ha inoltre ribadito che Mosca non mira a distruggere la sovranità ucraina né a forzare una resa del Paese, ma chiede che venga riconosciuta la situazione attuale sul terreno. “Le nostre forze progrediscono ogni giorno lungo l’intera linea del fronte”, ha dichiarato, sottolineando il continuo avanzamento militare russo.
Un’unica identità tra Russia e Ucraina
Nel suo intervento, Putin ha riaffermato una visione storica condivisa tra i due popoli. Secondo il capo del Cremlino, le nazioni russa e ucraina sono strettamente legate da un’unica identità culturale e storica. “Ho già detto più volte che considero russi e ucraini come un unico popolo. In questo senso, tutta l’Ucraina ci appartiene”, ha dichiarato il presidente.
Medio Oriente nel caos: “Stiamo assistendo a cambiamenti globali”
Allargando lo sguardo ai conflitti internazionali, Putin ha commentato l’escalation in Medio Oriente, definendola parte di una più ampia fase di instabilità globale. A suo avviso, il mondo è oggi attraversato da trasformazioni profonde, economiche e demografiche, che si manifestano attraverso focolai di crisi in rapida espansione.
“Stiamo vivendo una fase di mutamenti tettonici, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo della crescita demografica globale”, ha dichiarato. “Le tensioni sociali e geopolitiche si traducono in conflitti regionali che divampano con una velocità preoccupante. Il Medio Oriente ne è l’esempio più evidente in questo momento”.
Timori globali e rischio escalation: “Evitare retorica pericolosa”
Nel corso del forum, Putin ha anche espresso preoccupazione per l’aumento della tensione tra Stati e per le recenti dichiarazioni bellicose rivolte ad alcuni leader mondiali. Interrogato su presunte minacce all’ayatollah iraniano Ali Khamenei, il presidente russo ha auspicato che certe affermazioni rimangano solo retorica politica.
“Mi auguro sinceramente che tali dichiarazioni non vadano oltre le parole”, ha affermato Putin, sottolineando l’importanza di trovare una soluzione diplomatica accettabile sia per l’Iran che per Israele. Ha infine ammesso che il rischio di una terza guerra mondiale è motivo di crescente inquietudine.
L’economia russa e il timore di una recessione
Infine, il presidente russo ha affrontato le preoccupazioni economiche interne, negando che la Russia possa permettersi una fase di stagnazione o recessione. Nonostante alcuni esperti abbiano segnalato segnali d’allarme, Putin ha dichiarato che il governo non deve in alcun caso consentire una frenata dell’economia nazionale.
“La Russia sostiene un mondo multipolare basato sul dialogo e sulla cooperazione. In questo contesto, dobbiamo evitare qualsiasi rallentamento economico interno”, ha concluso.
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