di Carlo Longo
Dopo dieci mesi sul fondale, il relitto del lussuoso yacht Bayesian è stato riportato a galla. Il naufragio costò la vita a otto persone, tra cui l’imprenditore Mike Lynch. Due le indagini in corso
Sono passati dieci mesi dal tragico affondamento del Bayesian, lo yacht a vela di 56 metri considerato tra i più innovativi e lussuosi al mondo. Nella giornata odierna, le operazioni di recupero hanno finalmente riportato lo scafo in superficie al largo delle coste di Porticello, in provincia di Palermo. L’intervento, coordinato dalla Capitaneria di Porto, è stato reso possibile grazie all’impiego delle imponenti chiatte attrezzate Hebo Lift 10 e Hebo Lift 2, che hanno sollevato il relitto fino a farlo emergere a pelo d’acqua.
Lo yacht, scomparso nelle profondità marine lo scorso 19 agosto, si trovava a circa 50 metri di profondità. Per consentire il sollevamento, è stato necessario procedere al taglio dell’albero maestro, alto ben 72 metri. Attualmente, lo scafo è sospeso tra le due piattaforme galleggianti, in attesa della fase conclusiva del recupero, programmata per le prime ore di domani. Intanto, i tecnici sono al lavoro per rinforzare le fasce di sollevamento, garantendo così la massima sicurezza per l’ultima parte delle operazioni.
Un doppio dramma: sette vittime nel naufragio, una durante il recupero
Il disastro del Bayesian, avvenuto in piena estate, si è rapidamente trasformato in una tragedia internazionale. L’imbarcazione, progettata con le più moderne tecnologie per la navigazione di lusso, affondò improvvisamente mentre si trovava al largo della costa palermitana. A bordo c’erano sette persone, tutte decedute nell’incidente. Tra queste anche il noto imprenditore britannico Mike Lynch, figura di spicco nel settore tecnologico, insieme ad altri membri dell’equipaggio e ospiti stranieri.
La Procura di Termini Imerese ha avviato un’indagine per fare luce sulle cause dell’affondamento. Tre membri dell’equipaggio sono stati iscritti nel registro degli indagati: il comandante neozelandese James Cutfield, il tecnico di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio Matthew Griffith. L’ipotesi di reato riguarda omicidio colposo plurimo e naufragio colposo.
Ma non è finita qui. Un secondo filone investigativo si è aperto a seguito della morte del subacqueo Rob Cornelis Huijben, deceduto lo scorso 9 maggio durante una missione di recupero del relitto. Il sub olandese lavorava per la compagnia Smit Salvage, incaricata delle operazioni. Anche in questo caso, la magistratura ha aperto un fascicolo: tre dipendenti della società sono ora indagati per omicidio colposo e mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Un caso complesso che intreccia lusso, tecnologia e sicurezza
Il naufragio del Bayesian continua a sollevare interrogativi, sia sul piano tecnico che giudiziario. Mentre si attendono i risultati definitivi delle indagini, il ritorno in superficie dello scafo rappresenta un passaggio fondamentale per comprendere le dinamiche dell’incidente e dare finalmente giustizia alle vittime. I prossimi giorni saranno cruciali non solo per completare le operazioni di recupero, ma anche per ricostruire con precisione ciò che è accaduto quel tragico 19 agosto.
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