di Carlo Longo

Il caso della cessione del 15% di Monte dei Paschi di Siena fa scattare l’inchiesta: sentiti Orcel (Unicredit) e Vincenzi (Mediobanca). La Procura indaga su possibili irregolarità e sul ruolo di Banca Akros

orcelLa cessione del 15% di Monte dei Paschi di Siena da parte del Ministero dell’Economia ha attirato l’attenzione della Procura di Milano, che ha avviato un’inchiesta per far luce su un’operazione da oltre un miliardo di euro, condotta tramite un accelerated bookbuilding lo scorso 13 novembre. Al centro dell’indagine ci sono le modalità con cui Banca Akros ha gestito il collocamento dei titoli, finiti nelle mani di soli quattro soggetti: Banco BPM, Anima Sgr, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone.

Unicredit esclusa dall’affare: Orcel sentito come persona informata

Andrea Orcel, amministratore delegato di Unicredit, è stato ascoltato nei giorni scorsi dai magistrati milanesi come persona informata sui fatti. La sua audizione è avvenuta prima che l’indagine emergesse pubblicamente. Unicredit, secondo quanto emerso, aveva tentato di partecipare alla transazione per acquisire una quota significativa di Mps, senza però riuscirci. Orcel avrebbe ribadito anche ai magistrati le perplessità già espresse pubblicamente sull’operazione, sottolineando la mancanza di trasparenza.

Banca Akros nel mirino degli investigatori

L’operazione di vendita è stata coordinata da Banca Akros, un attore considerato inusuale per collocamenti di questa portata. Di recente, la Guardia di Finanza ha acquisito documentazione presso la banca per chiarire il ruolo avuto nel collocamento e valutare l’effettiva partecipazione degli investitori. Akros ha rivendicato di aver gestito il processo in maniera corretta e trasparente, attraverso una piattaforma elettronica che avrebbe coinvolto centinaia di investitori istituzionali.

L’intervento di Mediobanca e il ruolo di Bluebell Partners

Anche Stefano Vincenzi, capo dell’ufficio legale di Mediobanca, è stato ascoltato dalla Procura come persona informata sui fatti. L’intervento di Piazzetta Cuccia è stato decisivo per l’apertura del fascicolo, scaturito inizialmente da una querela per diffamazione, ma poi diventato il contenitore di un’indagine più ampia. Nel mirino ci sarebbero anche presunti legami strategici tra Delfin e Caltagirone, che insieme controllano interessi per oltre 15 miliardi tra Mediobanca, Mps e Generali.

A rafforzare l’azione della magistratura è stato un secondo esposto, questa volta presentato da Giuseppe Bivona, socio di minoranza di Mps e Mediobanca attraverso il fondo attivista Bluebell Partners, noto per il suo approccio aggressivo nei confronti della governance aziendale.

Le ipotesi di reato: si indaga su aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza

L’indagine è formalmente a modello 21, con soggetti fisici e giuridici già nel registro degli indagati, anche se gli avvisi di garanzia non sono ancora stati notificati. Le ipotesi su cui si lavora spaziano dall’aggiotaggio all’ostacolo all’attività di vigilanza. Le audizioni di manager e dirigenti coinvolti continueranno nelle prossime settimane, con l’obiettivo di chiarire eventuali anomalie nel processo di vendita dei titoli da parte del Tesoro.

La risposta del Mef e le ombre sollevate dal Financial Times

A gettare benzina sul fuoco è stato, mesi fa, anche un articolo del Financial Times che aveva descritto lo scontro tra Andrea Orcel e Caltagirone come una “lotta machiavellica per il futuro della finanza italiana”. Il quotidiano aveva suggerito che Unicredit avesse cercato invano di contattare Banca Akros per partecipare all’acquisto del 10% di Mps. Il Ministero dell’Economia aveva prontamente smentito queste ricostruzioni, dichiarando di aver agito con trasparenza e secondo le stesse procedure utilizzate in occasioni precedenti, con l’assistenza degli advisor Ubs e Jefferies.

Un’inchiesta che scuote il sistema bancario italiano

L’intera vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni nel settore finanziario italiano, dove le alleanze strategiche e gli equilibri tra istituzioni bancarie e investitori privati sono sempre più oggetto di attenzione da parte delle autorità. Il caso Mps rappresenta l’ennesimo capitolo di un risiko che, oltre a muovere miliardi, solleva interrogativi cruciali sul grado di apertura e trasparenza del mercato.

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