di Corinna Pindaro

Sale la tensione tra Israele e Iran: un attacco missilistico causa vittime in Galilea, mentre Israele lancia raid profondi su Teheran e minaccia nuove offensive

iranIl secondo giorno di guerra aperta tra Iran e Israele si apre con un grave attacco missilistico diretto alla città di Tamra, nel nord di Israele. Secondo i soccorritori presenti sul posto, un’abitazione a due piani è stata colpita in pieno, causando la morte di una persona e il ferimento di altre quattordici. L’esercito israeliano ha confermato che i razzi sono stati lanciati dall’Iran e che alcuni di essi sono stati intercettati dai sistemi di difesa prima di entrare nello spazio aereo nazionale.

Israele risponde con raid aerei mirati su Teheran

Immediata la controffensiva da parte dell’aviazione militare israeliana, che ha preso di mira obiettivi strategici nella capitale iraniana. Le forze armate dello Stato ebraico hanno annunciato di aver centrato oltre 40 installazioni, tra cui centri di comando e infrastrutture critiche legate al programma nucleare. Secondo l’IDF (Forze di Difesa Israeliane), sono stati neutralizzati anche nove alti esperti e scienziati direttamente coinvolti nelle attività atomiche di Teheran.

 La fase due: Israele valuta l’impiego di bombe anti-bunker

Fonti della sicurezza israeliana citate da Ansa parlano ora dell’ingresso in una nuova fase del conflitto. L’obiettivo sarebbe quello di colpire le strutture sotterranee dove l’Iran sviluppa parte del suo programma nucleare. In particolare, si ipotizza l’uso delle GBU-57, potenti bombe anti-bunker capaci di penetrare nel terreno per decine di metri, con l’intento di distruggere laboratori nascosti e silos di lancio sotterranei.

Giordania chiude lo spazio aereo, sirene anche ad Amman

Il conflitto in corso ha avuto ripercussioni immediate anche sui Paesi limitrofi. In Giordania, alcune sirene d’allarme sono risuonate nella capitale Amman, spingendo le autorità locali a decidere per la chiusura temporanea dello spazio aereo nazionale. Intanto, in Israele, il Comando del Fronte Interno ha revocato l’obbligo di restare nei rifugi, sebbene il rischio di nuovi attacchi persista. Le autorità stanno valutando la chiusura delle scuole per la giornata successiva e raccomandano di evitare gli spostamenti non essenziali.

Netanyahu: “Colpiremo ancora, Teheran non è più invulnerabile”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è intervenuto con un video messaggio dai toni duri: “Ciò che l’Iran ha visto finora è solo l’inizio”. Il premier ha rivendicato il successo dei raid su obiettivi legati all’arricchimento dell’uranio e ha dichiarato che “le operazioni hanno fatto arretrare il programma nucleare di anni”. Ha inoltre lasciato intendere che ulteriori azioni sono già pianificate, anche se per ora non divulgabili. Il portavoce dell’esercito ha sottolineato la portata storica dell’incursione aerea, definendola “la penetrazione più profonda mai effettuata in territorio iraniano”.

Prospettive: escalation in atto, incognita sulla durata del conflitto

Nonostante l’apparente successo operativo di Israele, l’Iran ha già minacciato nuove offensive, alimentando il timore di un’escalation prolungata. L’IDF ha rassicurato l’opinione pubblica dichiarando che “con il passare dei giorni, la capacità dell’Iran di colpire Israele diminuirà sensibilmente”. Tuttavia, con entrambi i Paesi in stato di massima allerta e le tensioni in aumento anche a livello regionale, la situazione resta estremamente instabile.

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