di Aisha Harrison

Dall’attacco aereo su Natanz alla reazione infuocata di Teheran, la stampa internazionale analizza rischi, tensioni e scenari di una crisi destinata a cambiare il volto del Medio Oriente.

 

Nella notte tra il 12 e il 13 giugno, Israele ha sferrato un attacco aereo contro obiettivi strategici in Iran, colpendo le installazioni nucleari di Natanz e uccidendo alti ufficiali, tra cui il capo di stato maggiore Mohammad Bagheri. L’operazione, immediatamente definita da molti osservatori come un possibile punto di non ritorno nello scontro a bassa intensità tra Tel Aviv e Teheran, ha riacceso le tensioni in un Medio Oriente già instabile. Ecco come la stampa internazionale ha raccontato e analizzato l’azione israeliana, tra condanne, timori di escalation e appelli alla moderazione.

Secondo The Economist, si tratta di un’azione “audace e potenzialmente devastante”, guidata dall’obiettivo strategico di Israele di impedire all’Iran di dotarsi dell’arma atomica. Tuttavia, il settimanale britannico avverte: il rischio di un’escalation incontrollabile è reale, e la scommessa militare di Netanyahu potrebbe rivelarsi inefficace nel medio-lungo periodo.

Più esplicitamente critico The Guardian, che in un editoriale lancia un appello alla moderazione e chiede a Stati Uniti e Regno Unito di esercitare pressioni diplomatiche su Israele. “Questa crisi minaccia noi tutti”, titola il quotidiano progressista di Londra. La BBC rilancia le posizioni del premier Starmer e del ministro Sunak, favorevoli al diritto di Israele all’autodifesa, ma preoccupati da un’“escalation controllata” che rischia di sfuggire di mano. Il Daily Mail, invece, teme rappresaglie iraniane contro i Paesi del Golfo e l’uso di “dirty bombs”, con conseguenze dirette sulle forniture energetiche mondiali.

Negli Stati Uniti, la stampa si divide. Il New York Times riferisce che l’amministrazione Trump ha offerto un sostegno implicito a Israele, pur esortando Teheran a tornare al tavolo negoziale. Ma non mancano le preoccupazioni: alcuni funzionari temono che il raid israeliano possa vanificare i canali diplomatici residui. Più schierato il Washington Post, che titola: “Netanyahu sfida Teheran e il mondo”, e dà risalto alle tensioni interne all’amministrazione americana tra Casa Bianca e Dipartimento di Stato. Secondo il Wall Street Journal, l’attacco ha colto l’Iran nel momento di massima debolezza, ma Teheran conserva ancora una notevole capacità di ritorsione, in particolare nello stretto di Hormuz. Il Financial Times sottolinea i rischi per i fragili tentativi di normalizzazione tra Israele e i Paesi del Golfo, avvertendo che l’episodio potrebbe compromettere le forniture energetiche globali.

La stampa europea condivide in gran parte i toni d’allarme. Le Monde parla di un “punto di svolta” nel conflitto tra Israele e Iran, mentre il Frankfurter Allgemeine Zeitung mette in evidenza l’attuale isolamento dell’Iran e le tensioni interne, ma avverte che un collasso del regime potrebbe generare un vuoto pericoloso.

Le reazioni della stampa cinese sono durissime. Il Global Times, vicino al governo di Pechino, accusa Israele di aver “violato la sovranità iraniana” con un’azione unilaterale, invitando Washington a non alimentare tensioni. Il People’s Daily, organo del Partito Comunista Cinese, chiede un intervento urgente dell’ONU per scongiurare una nuova guerra e rilancia la necessità di una “soluzione multilaterale”, opponendosi sia alla proliferazione nucleare sia alla guerra preventiva.

Sul fronte arabo, Al Jazeera definisce l’attacco “un’aggressione contro la sovranità iraniana”, riportando un’ondata di indignazione popolare a Teheran e la promessa iraniana di “una risposta all’altezza della provocazione”, dopo un primo contrattacco con oltre cento droni, neutralizzati da Israele. Anche Al-Hayat parla di “giorno nero per il Medio Oriente”, mentre Al Arabiya adotta un tono più prudente, invitando i Paesi del Golfo alla cautela per evitare un effetto domino regionale. Arab News, principale quotidiano in lingua inglese dell’Arabia Saudita, ha dedicato ampio spazio all’attacco israeliano contro l’Iran nella notte tra il 12 e il 13 giugno 2025, evidenziando le reazioni arabe e le preoccupazioni per una possibile escalation regionale.

I principali quotidiani giordani, tra cui Al-Rai e Jordan Times, hanno dedicato ampio spazio all’attacco israeliano contro l’Iran  evidenziando le preoccupazioni per la sicurezza nazionale e le implicazioni regionali.Il quotidiano di stato Al-Rai ha pubblicato un editoriale in cui sottolinea che la Giordania non permetterà a nessuna nazione di utilizzare il proprio spazio aereo come “campo di battaglia”. Il Jordan Times ha riportato che le forze israeliane si stavano preparando a una risposta all’attacco missilistico iraniano, con il timore che ciò potesse portare a una guerra regionale più ampia. Il quotidiano ha sottolineato le preoccupazioni internazionali riguardo alla possibilità che l’attacco possa minare gli sforzi diplomatici in corso e portare a una maggiore instabilità nella regione.

La stampa russa interpreta l’azione come un segnale di debolezza occidentale. Rossiyskaya Gazeta sottolinea che l’attacco dimostra l’inefficacia della diplomazia USA, mentre RT parla apertamente di “atto di guerra premeditato” che rischia di provocare una reazione iraniana molto più ampia, coinvolgendo Siria, Libano e Yemen. s

In Italia, il Corriere della Sera titola: “Israele colpisce, l’Iran minaccia vendetta”, analizzando le implicazioni interne per Netanyahu, che potrebbe usare l’attacco per rafforzare la propria posizione politica. La Repubblica lo definisce un “attacco chirurgico ad altissimo rischio”, mentre Il Sole 24 Ore punta sui risvolti economici, rilevando l’impennata del prezzo del greggio e la fuga degli investitori verso beni rifugio. Più critico Avvenire, che parla di una “scelta pericolosa e disumana”, rilanciando l’appello alla pace del nuovo pontefice, Leone XIV, e chiedendo un intervento diplomatico deciso da parte dell’Europa.

In sintesi, l’operazione israeliana ha sollevato un fronte mediatico globale di reazioni contrastanti, con una prevalente preoccupazione per un’escalation incontrollabile. Se da un lato c’è chi giustifica l’azione in chiave difensiva, dall’altro si moltiplicano gli appelli alla prudenza e alla diplomazia, mentre il Medio Oriente torna a tremare sull’orlo di una nuova guerra.

 

 

 

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L’articolo Il raid di Israele contro l’Iran e la risposta degli Ayatollah: come lo raccontano i principali giornali del mondo proviene da Associated Medias.