di Redazione
La premier riconosce il ruolo centrale del terziario nell’economia nazionale e sottolinea la necessità di ridurre la pressione fiscale con attenzione al ceto medio

“Ridurre la pressione fiscale, con un’attenzione particolare al ceto medi!: è oquesta la strada indicata da Giorgia Meloni in un messaggio rivolto all’assemblea annuale di Confcommercio, riunita oggi a Roma. Un obiettivo che la premier ha definito “tra i primi” dell’azione di governo, per “consolidare la tendenza economica positiva che stiamo registrando e rafforzare la domanda interna”. Nella platea erano presenti il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepremier Antonio Tajani e i ministri Adolfo Urso, Giuseppe Valditara, Daniela Santanché e Paolo Zangrillo. Ma non sono mancati rappresentanti dell’opposizione, come la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, seduta accanto a Maria Elena Boschi (Italia Viva) e Raffaella Paita.
Meloni ha rivendicato con orgoglio i risultati raggiunti: “Oggi le imprese del terziario di mercato contribuiscono per circa la metà del Pil e dell’occupazione. Siete uno dei motori dell’economia nazionale, ed è solo grazie al vostro dinamismo e alla vostra capacità di intraprendere che l’Italia sta registrando indicatori macroeconomici estremamente positivi”. Tra i dati citati dalla presidente del Consiglio, la crescita del PIL nel primo trimestre del 2025: +0,3% rispetto al trimestre precedente e +0,7% su base annua. Numeri che, ha sottolineato, sono superiori a quelli di Francia e Germania e “ancor più significativi se si considera la complessa situazione geopolitica internazionale e il quadro incerto delle relazioni commerciali”.
Un altro passaggio del messaggio ha riguardato autonomi e liberi professionisti, che Meloni ha definito “lavoratori per troppo tempo disprezzati e considerati a torto figli di un Dio minore”.. Un segnale di attenzione a un segmento fondamentale del tessuto produttivo italiano. Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha accolto con favore le parole della premier, sottolineando come la crescita dell’occupazione sia dovuta in gran parte al terziario di mercato. Ha però ricordato che mancano ancora 260 mila lavoratori nel settore, e ha rilanciato l’urgenza di proseguire nella riduzione della pressione fiscale. Sangalli ha anche appoggiato le aggregazioni bancarie, a condizione che creino valore per famiglie e imprese, e ha sollecitato una strategia contro la desertificazione commerciale. Al ministro Urso ha chiesto di definire rapidamente le regole attese da tempo da commercio e turismo: «Regole chiare sono la base per investire, senza certezze non c’è crescita». Un’assemblea che ha registrato una forte attenzione da parte delle istituzioni, e che ha posto al centro il tema della fiscalità e della valorizzazione del tessuto imprenditoriale italiano, in particolare quello medio e autonomo, su cui poggia gran parte dell’economia nazionale.
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