di Annachiara Mottola di Amato

A Genova 30 anni fa nasce un’idea geniale: ristrutturare le facciate su fune, un metodo che dal mondo del mare sbarca nel mercato edilizio, scrivendo una storia di successo
Nel mondo dell’edilizia, l’innovazione e la sostenibilità sono diventate elementi chiave per affrontare le sfide di un mercato in continua evoluzione. Acrobatica Edilizia, nata oltre 30 anni fa da un’idea geniale, si è trasformata da piccola realtà artigianale in un gruppo dal respiro internazionale con una presenza solida in Italia, Francia e Spagna e opportunità di crescita in Medio Oriente. Con una forte attenzione all’innovazione, alla crescita organica e alla sostenibilità, l’azienda si distingue per le sue tecniche all’avanguardia e per il forte impegno sociale. In questa intervista con il presidente e Cfo, Riccardo Banfo, scopriamo la sua storia, le strategie future e l’impegno per un’edilizia più green e responsabile.

Come nasce Acrobatica Edilizia?
La nostra storia nasce più di 30 anni fa da un’idea semplice ma geniale del nostro fondatore, Riccardo Iovino, che per caso, si trova a riparare una grondaia su un tetto di una casa a Genova, dietro richiesta di un suo amico. Iovino, da bravo skipper, ha utilizzato in quell’occasione la tecnica su fune e ci è riuscito. Quella sera è tornato a casa con una grande idea: quella di utilizzare la tecnica della fune- utilizzata dagli skipper per salire sull’albero delle barche- per la ristrutturazione delle facciate di gran parte dei palazzi italiani.
Da lì inizia la classica storia all’italiana, partendo da un piccolo garage, dove tutto il lavoro lo faceva Iovino in prima persona, per poi ingrandirsi pian piano, fino ad arrivare ad una trasformazione profonda. Da realtà piccola e artigianale siamo diventati un gruppo multinazionale che fattura 450 milioni tra Italia, Francia, Spagna, Principato di Monaco e tutta la zona del Middle East.
Negli anni siamo cresciuti tantissimo e abbiamo fatto della crescita il nostro must, un volano che ci ha portato in borsa nel 2018. Lo stesso che ci ha portato a fare acquisizioni, nella direzione di una crescita sempre organica in Italia e di un’espansione verso l’estero. La nostra natura che ci porta a fare le cose con uno sguardo dall’alto, con una visione panoramica.
Nel mercato dell’edilizia in Italia quali sono le sfide in questo momento? E quali sono le strategie di Acrobatica per affrontarle?
Il mercato italiano è stato segnato nel bene e nel male dai bonus, il Super bonus, il bonus facciate. Tutti strumenti sicuramente positivi che hanno trainato l’economia in quel momento. Ora però viviamo una fase post bonus, come dopo una scorpacciata il mercato risente dell’abbondanza degli ultimi 3 anni e sicuramente anche il contesto economico globale, con due guerre in corso, con le decisioni discutibili di alcuni presidenti (vedi la guerra dei dazi di Donald Trump ndr) rende tutto più difficile. In generale, quindi, il mercato dell’edilizia in Italia e nel mondo è in fase di transizione: da un lato c’è la voglia di efficientare, con abitazioni sempre più smart, dall’altra bisogna anche fare i conti con le tasche, con quello che si ha da spendere.
In un momento del genere noi di Acrobatica ci muoviamo cercando di agire rapidamente, come con il Covid nel 2020: le assemblee erano bloccate, così ci siamo inventati la possibilità di effettuarle tramite una piccola app (come fanno tutti ora con Teams) e questo ci ha permesso di continuare a somministrare alcuni servizi di urgenza su facciate anche in tempi di pandemia. O, ancora, in quello stesso periodo ci siamo lanciati sulla possibilità di sanificare le parti comuni dei palazzi. In quel caso ci siamo saputi organizzare in maniera rapida e efficace e lo stesso stiamo facendo ora.
Puntiamo a diversificare l’offerta, non solo quindi il core business della ristrutturazione delle facciate ma siamo presenti anche sul mercato dell’installazione dei pannelli fotovoltaici, nell’ambito dell’efficIentamento energetico, ma anche sui multiservizi, come la pulizia degli spazi comuni dei palazzi. Un altro settore in cui stiamo investendo è il restauro dei palazzi storici di cui Italia, Francia e Spagna hanno un vasto patrimonio. In questo ambito, noi siamo tra le poche società con attività su fune a lavorare sui palazzi storici.
Quali sono i vostri obiettivi per il 2025 e finora come sta andando rispetto all’agenda che vi siete prefissati?
Da un punto di vista di volumi siamo sempre in crescita, nonostante la fine dei bonus, infatti, continuiamo verso una crescita organica. Da una parte l’obiettivo è di consolidare la presenza in Italia, dove siamo presenti con 150 agenzie sparse sul territorio, dall’altra vogliamo continuare con la crescita internazionale intrapresa dal 2019 in avanti. In particolare in Medio Oriente, dagli Emirati Arabi Uniti all’Arabia Saudita, ci sono grandi potenzialità e opportunità di business da sfruttare. Per riuscire in queste sfide dovremo strutturarci in maniera solida, anche sul fronte produttività e marginalità perché, essendo un’azienda quotata in borsa, sono parametri a cui gli investitori fanno attenzione.
Inoltre, stiamo sviluppando una parte digital e anche di IA, cercando di metterla a servizio delle attività operative e gestionali. In sintesi è questo il macro progetto per il 2025, ovviamente è un progetto di ampio respiro che interesserà anche gli anni successivi.
Essere sostenibili è diventato un imperativo centrale in tutti i settori. Su questo tema Acrobatica in che direzione sta andando?
Acrobatica nasce green rispetto ai nostri concorrenti che lavorano con l’impalcatura. In quel caso, se devo impacchettare un palazzo con i ponteggi ho bisogno di un camion, di costruire il ponteggio e così via, tutte attività che hanno un impatto sull’ambiente.Noi, invece, lavoriamo con la fisicità delle persone e con un piccolo furgone che, soprattutto nelle grandi città, è elettrico o hybrid, in questo senso tendenzialmente siamo molto più green.
Inoltre, la sostenibilità e l’attenzione verso l’ambiente e le persone sono elementi strutturali e culturali per Acrobatica. Ad esempio, ogni anno prevediamo 150mila ore di formazione. Vuol dire che tutti i dipendenti un giorno al mese si fermano, o per la formazione specifica (per allenarsi sulle funi con tecniche diverse) o, per la parte amministrativa, sulla formazione delle soft skills, come la gestione del tempo, che può aiutare nella parte professionale e in quella umana.

Ci sono anche dei progetti che sostenete che vanno in questa direzione?
Un progetto a cui teniamo è Spazio Apnea, il nostro fondatore è un appassionato di nuoto, per questo è andato a cogliere in apnea sui fondali del litorale ligure i rifiuti. Un’altra iniziativa che racconta il nostro impegno nel sociale è quella di SEA- SuperEroiAcrobatici E.T.S, un’organizzazione di volontariato che realizza iniziative ed eventi a favore di bambini e ragazzi in strutture e ospedali pediatrici. L’idea nasce nel 2016, quando per la prima volta un gruppo di operai di Edilizia Acrobatica indossa i costumi dei supereroi e si cala con le fumi dal tetto del Nosocomio per strappare un sorriso anche solo per un momento ai bambini e alle famiglie. Da allora SEA è cresciuta ed è diventata una no-profit ma sono sempre i nostri operatori a calarsi sulle facciate vestiti come Spiderman o Batman.
Non da ultimo, poi, c’è stato nel 2024 il progetto a Petra, in Giordania. In una prima fase c’è stata la formazione di restauratori giordani in Italia, poi alcuni maestri del restauro monumentale su fune sono volati nel sito Unesco a Petra per insegnare sul campo ai giovani restauratori e restauratrici la tecnica di Acrobatica.
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