di Ennio Bassi

La Cina, dal canto suo, ha fatto sapere che l’esito dei negoziati dipenderà dalla “sincerità” degli Stati Uniti

Al via oggi a Londra un nuovo round di negoziati tra Usa e Cina. Silper trovare l’accordo sui dazi. Dopo i colloqui di Ginevra a maggio e la telefonata tra Xi Jinping e Donald Trump, le delegazioni delle due superpotenze mondiali si siedono di nuovo attorno a un tavolo nel tentativo di trovare un compromesso e allentare le tensioni. L’appuntamento è a Londra, anche se ancora non è stata resa nota la sede del vertice: a rappresentare gli Usa ci sono il segretario al Tesoro, Scott Bessent, il segretario al Commercio, Howard Lutnick, e il Rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer. Per la Cina invece He Lifeng, vicepremier e zar dell’economia cinese fedelissimo di Xi. Le due delegazioni rimarranno nella capitale britannica fino al 13 giugno.

Casa Bianca: “Avanti come dopo Ginevra”

“Vogliamo che Cina e Stati Uniti continuino ad andare avanti con l’accordo raggiunto a Ginevra”. Lo ha detto a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Nei giorni scorsi, però, Trump ha accusato la Cina di violare l’accordo di Ginevra. “L’Amministrazione ha monitorato il rispetto dell’accordo da parte della Cina e speriamo si vada avanti per colloqui commerciali più approfonditi”, ha aggiunto Leavitt.

Inoltre, in queste ore il capo del Consiglio economico nazionale, Kevin Hassett, ha spiegato che gli Usa vogliono ripristinare il flusso di minerali critici, alla base di molte tecnologie, ai livelli precedenti l’escalation della guerra commerciale. “Le esportazioni di minerali critici sono a un ritmo superiore rispetto a quanto fosse, ma non ai livelli che abbiamo concordato a Ginevra”, ha precisato. Un portavoce del governo britannico ha ricordato che il Regno Unito, che ospita i colloqui dopo la Svizzera, “sostiene il libero scambio”. “Siamo sempre stati chiari sul fatto che una guerra commerciale – ha ripetuto – non è nell’interesse di nessuno”. Per la Cina, poi, l’esito dei negoziati dipenderà dalla “sincerità” degli Stati Uniti, come ha scritto il tabloid nazionalista Global Times, citando He Weiwen del Center for China and Globalization.

I negoziati

Già anticipati dal presidente americano in un post su Truth, i nuovi colloqui sono stati annunciati sabato 7 giugno dal ministero degli Esteri cinese. Il vertice rappresenta un passo decisivo verso il dialogo tra le due superpotenze dopo la telefonata, definita “positiva” da Trump, tra il numero uno della Casa Bianca e il leader cinese Xi Jinping. I colloqui- al via da oggi fino al 13 giugno- arrivano su invito del governo britannico e sono il secondo round di negoziati ad alto livello dopo quelli tenutosi lo scorso maggio a Ginevra. In quell’occasione si era arrivati a concordare una tregua di 90 giorni sui dazi.

Non solo dazi

Sul tavolo non ci sono solo i dazi ma anche i controlli sulle esportazioni di tecnologia. Secondo i media americani, Washington punta ad allentare le restrizioni su alcune componenti strategiche verso Pechino, in cambio chiede maggiori garanzie sul rispetto degli impegni cinesi assunti nella tregua di maggio.

Dal canto suo, la Cina chiede la rimozione delle barriere americane su software avanzati, motori per aerei e semiconduttori, oltre a una revisione delle politiche sui visti, che hanno colpito studenti e ricercatori cinesi in settori sensibili.

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