di Emilia Morelli

Dal 28 luglio 2025, InfoCert applicherà un canone annuo per l’identità SPID. Ancora bloccati i 40 milioni previsti dal Governo. Cosa cambia per gli utenti e come disdire

spidLa gratuità dello SPID potrebbe presto diventare un ricordo. Dal 28 luglio 2025, infatti, InfoCert – uno dei principali gestori di identità digitale in Italia – inizierà a richiedere un canone annuale pari a 5,98 euro per il mantenimento del servizio. Una scelta che segna la fine di un’era durata oltre dieci anni e che apre interrogativi sul futuro dell’identità digitale gratuita nel nostro Paese.

L’introduzione della tariffa è solo la punta dell’iceberg di un problema strutturale: i 40 milioni di euro promessi ai provider privati per garantire la sostenibilità del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) risultano ancora non erogati, nonostante siano stati previsti da un decreto emanato nel 2023. Il ritardo nella distribuzione dei fondi agita il settore e potrebbe spingere altri gestori a seguire la strada di InfoCert, trasformando un servizio pubblico in una prestazione commerciale.

InfoCert rompe il fronte della gratuità: “Serve sostenibilità”

InfoCert, società del gruppo Tinexta, ha comunicato la novità agli utenti attraverso una nota ufficiale inviata via email. La decisione, spiega l’azienda, è maturata a seguito di dieci anni di attività in perdita, durante i quali ha investito tra i 20 e i 30 milioni di euro per garantire il funzionamento del servizio SPID. L’assenza di un adeguato supporto finanziario pubblico ha reso inevitabile, secondo l’identity provider, l’introduzione di una tariffa per assicurare la continuità e la qualità del servizio.

Come disattivare SPID con InfoCert

Chi non intende sostenere il nuovo costo potrà scegliere di revocare il proprio SPID gestito da InfoCert. La procedura è semplice: l’utente può inviare una richiesta via PEC all’indirizzo revoca.spid@legalmail.it oppure tramite raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede amministrativa di InfoCert a Roma. Sul sito ufficiale dell’azienda sono disponibili ulteriori dettagli, insieme all’assistenza via chat e call center (tel. 049 78 49 360).

PosteID ancora gratuito, ma l’incertezza resta

Ad oggi, Poste Italiane – attraverso il suo servizio PosteID – gestisce oltre il 70% delle identità digitali attive e continua a offrire SPID gratuitamente. Con oltre 39 milioni di account SPID attivati a livello nazionale, la decisione di Poste rappresenta un’ancora di stabilità in un contesto sempre più incerto. Tuttavia, il timore di un effetto domino rimane concreto: altri provider potrebbero presto introdurre tariffe simili, spinti dalla mancanza di compensazioni pubbliche.

SPID rimane centrale per i servizi pubblici digitali

Nel corso del 2024, SPID ha rappresentato la principale modalità di accesso ai portali della Pubblica Amministrazione, con oltre 1,2 miliardi di autenticazioni registrate. Al contrario, l’utilizzo della Carta di Identità Elettronica (CIE) rimane marginale: appena 52 milioni di accessi effettuati, a fronte di 48,2 milioni di CIE rilasciate nello stesso periodo.

Luglio 2025: la scadenza chiave per il futuro dello SPID

Il mese di luglio sarà decisivo. Scadrà infatti la convenzione in essere tra lo Stato e gli attuali gestori di identità digitale. A quel punto, i provider dovranno decidere se rinnovare l’accordo per altri due anni o abbandonare il servizio, un’eventualità che metterebbe a rischio l’accesso digitale di milioni di cittadini. Il ritardo nell’erogazione dei 40 milioni di euro previsti per sostenere il sistema rischia di aggravare ulteriormente la situazione.

Lo scenario che si delinea è complesso: da una parte il rischio concreto che lo SPID diventi un servizio a pagamento per la maggioranza degli utenti; dall’altra l’urgenza di un intervento pubblico che garantisca continuità a uno strumento diventato essenziale per la digitalizzazione del rapporto tra cittadini e amministrazione.

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