di Velia Iacovino
Lanciato sotto l’alto patrocinio dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, il nuovo Comitato Internazionale riunisce oltre 200 leader da 52 Paesi per contrastare le forme di intolleranza con strumenti etici, programmi innovativi e cooperazione interreligiosa.

Sotto l’alto patrocinio dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM), il Comitato Internazionale per il Contrasto al Discorso Estremista e d’Odio (ICCEHS) ha ufficialmente avviato le proprie attività con una cerimonia virtuale di alto livello tenutasi su Zoom. Il lancio ha ricevuto il sostegno di oltre 200 personalità influenti provenienti da 52 Paesi, tra cui circa 20 parlamentari, a dimostrazione di un ampio consenso globale sull’urgenza di contrastare il discorso d’odio e l’estremismo attraverso il dialogo e la cooperazione.
L’evento, presentato da Julie Fidalgo, ha raccolto circa 400 partecipanti da oltre 62 Paesi, inclusi Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Etiopia, Tanzania, Regno del Bahrein, Egitto, Siria, Giamaica, Azerbaigian, Armenia, Marocco, Libano, Togo, Spagna, Portogallo, Belgio, Italia, Austria, Germania e Svezia. Diplomatici, parlamentari, ministri, accademici e leader della società civile hanno partecipato per manifestare il proprio sostegno al nuovo organismo internazionale. Il direttore esecutivo del Consiglio di amministrazione di ICCEHS, Nidal Shoukeir, ha aperto la cerimonia sottolineando l’allarmante aumento globale dei discorsi d’odio e delle narrazioni estremiste, avvertendo che queste minacce superano confini e piattaforme digitali. «Stiamo assistendo a conflitti alimentati da narrazioni tossiche e retoriche incendiarie. L’ICCEHS si impegna ad affrontare la causa — non solo i sintomi — di queste minacce».
Shoukeir ha illustrato la filosofia del Comitato, definita “Triangolo d’Oro”, basata su tolleranza, dialogo e pace. «Questo comitato è più di una struttura: è un appello globale all’azione. Insieme possiamo costruire un futuro dove l’odio non ci divida, e dove dialogo, dignità e responsabilità ci uniscano». Ha poi presentato i tre programmi faro: il Patto Internazionale sulla Comunicazione, il Programma di Coesistenza Abramitica, e l’Iniziativa per Standard Etici nell’Intelligenza Artificiale.
On. Gennaro Migliore, direttore del Consiglio Consultivo dell’ICCEHS, ha ribadito la finalità morale e civilizzatrice del Comitato: «Siamo qui per dire no all’odio, no alla discriminazione, no all’estremismo». Ha messo in guardia contro la pericolosa amplificazione della retorica incendiaria nel mondo digitale: «Un tweet può accendere un incendio, un discorso può diventare la miccia per la violenza o per il reclutamento terroristico. Questo comitato esiste per disinnescare le parole prima che armino le persone».
Ambasciatore Sergio Piazzi, segretario generale della PAM, ha sollecitato partnership più forti tra governi e piattaforme tecnologiche. «Le grandi piattaforme digitali si rifiutano di verificare contenuti sensibili. Servono regole globali costruite attraverso partenariati pubblico-privati strategici», ha dichiarato, annunciando anche la pubblicazione imminente del rapporto “Resilienza dei sistemi democratici in relazione all’uso improprio dell’IA e delle tecnologie emergenti”, in linea con il nuovo Patto per il Futuro dell’ONU. Nancy Khedouri, membro del Consiglio della Shura del Bahrein, ha definito la missione “nobile”, richiamando l’attenzione sull’importanza della coesistenza pacifica e del dialogo interculturale: «Educare agli effetti del discorso d’odio e affrontare le cause della radicalizzazione è essenziale per costruire una pace duratura».
Nassor Mazrui, ministro della Salute di Zanzibar, ha ricordato l’impatto duraturo delle parole: «Una volta pronunciate, non si possono più ritirare. Usiamo parole che generano amore, non odio». Ceyhun Məmmədov, deputato del Parlamento dell’Azerbaigian, ha sottolineato la responsabilità globale nel promuovere il dialogo pacifico: «Viviamo tutti sulla stessa nave — il nostro pianeta Terra. Costruire la pace è compito di tutti».
Adrien Akouete senatore del Togo ha evidenziato l’importanza del dialogo interreligioso nella lotta all’estremismo: «Esiste un solo Dio, e quel Dio è un Dio d’amore. Il nostro impegno deve servire a sradicare l’estremismo e promuovere la coesione sociale». Salim Al Sayegh, parlamentare libanese, ha parlato dell’etica del linguaggio nella vita pubblica: «Le parole possono costruire ponti o bruciarli. Il dialogo deve diventare uno stile di vita. Come leader, dobbiamo proteggere la dignità degli altri e respingere la retorica incendiaria». Sefan Schennach, parlamentare austriaco, ha espresso preoccupazione per disinformazione e odio online: «Fake news e odio stanno dividendo le società. Il lavoro dell’ICCEHS per contrastare tutto ciò è fondamentale».
Kamal Lahbib, segretario esecutivo del Forum of Alternatives in Marocco, ha richiamato il ruolo della società civile: «È nostro dovere aprire le porte al dialogo e sviluppare strumenti democratici per contrastare l’estremismo». Kwame McPherson, scrittore giamaicano e vincitore del Commonwealth Short Story Prize 2023, ha riflettuto sul potere morale del linguaggio: «Le parole non sono solo inchiostro su carta o pixel su uno schermo: sono scelte con conseguenze. Scriviamo con coscienza, non solo con abilità». Mohammed Al-Arusi, parlamentare etiope, ha parlato della “guerra delle parole” che minaccia l’armonia globale: «La cura è diffondere messaggi di pace, tolleranza e umanità come linguaggio comune».
Scheda
Cos’è l’ICCEHS
Il Comitato Internazionale per il Contrasto al Discorso Estremista e d’Odio (ICCEHS) è un organismo internazionale con sede a Roma, fondato per promuovere la tolleranza, favorire il dialogo interculturale e contribuire alla pace globale attraverso programmi innovativi, cooperazione interreligiosa e principi di comunicazione etica. Lanciato con il sostegno di oltre 200 personalità di 52 Paesi, lavora per prevenire odio ed estremismo affrontandone le radici e costruendo una cultura di rispetto e inclusione.
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